

Descrizione e cenni storici
È una Riserva Statale Antropologica Naturale, compresa nel territorio comunale di Filiano, istituita con lo scopo di salvaguardare un sito di notevole interesse storico, sede dei resti di una torre, di mura perimetrali nonché delle vestigia di una chiesa di epoca bizantina. Il complesso boscato incluso appartiene alla foresta demaniale di Lagopesole e domina, verso levante, la Valle di Vitalba.
Studi archeologici effettuati nel sito hanno permesso di attribuire al sito la sede del borgo di Acermontis.
Negli archivi vescovili della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, esistono scritti del 1200 che narrano di Agromonte come segue: "Si trattava di un centro abitato ove in passato esisteva una fortificazione; al tempo dei romani era un importante nodo stradale, dove la via Erculeia si incrociava con la strada che, da Venosa, congiungeva l'Appia Antica con la Via Popilia, dopo aver attraversato la Valle di Vitalba e l'Appennino Lucano. Agromonte prese parte alla rivolta Ghibellina nel 1267-68, durante il regno di Carlo I d'Angiò e il suo castello e il suo abitato subirono forti danneggiamenti".
Nel 1330, Agromonte era costituita solo da una piccola domus e poche decine di abitanti. Nello scritto in "Il Castello di Lagopesole"(1902), G. Fortunato racconta dell'esistenza di Agromonte ormai ridotta a: "pochi ruderi fra le annose querce del bosco, in alto la bicocca, in basso la chiesetta, e questa dall'abside ancora visibile, ancora cinta di sepoltura".
Quei ruderi sono ancora oggi visitabili, sul crinale che sovrasta la fontana di Sparciaboschi lungo la rotabile che da Scalera porta a Dragonetti.

Flora
Il bosco è costituito in prevalenza da essenze quercine quali cerri e roverelle con un ricco sottobosco di biancospino, carpino bianco, corniolo e rovo.
Fauna
La fauna presente è quella tipica dei boschi appenninici ovvero, cinghiali, tassi, lepri, volpi, ricci che accompagnano la presenza, anche se saltuaria, del lupo appenninico e di numerose specie di uccelli rapaci sia diurni che notturni come il nibbio bruno, la poiana la civetta, il barbagianni e il gufo.
Tra l'avifauna troviamo anche il picchio, il pettirosso, l'usignolo, l'upupa e la ghiandaia.

Itinerari e Punti di interesse
ITINERARIO 1
I BOSCHI DI FEDERICO NELL'APPENINO LUCANO
Difficoltà: Medio-Alta
Lunghezza: circa 1 km
Dislivello: 520 - 790 m. s.l.m.
Tempo richiesto: 2 ore
Il sentiero si snoda all'interno della Riserva raggiungendo la chiesetta Agromonte (visibile dall'abside) fino a giungere in alto i ruderi del Castello dell'antico borgo di "Castrum Acermontis". Il percorso è fruibile liberamente e l'ingresso è segnalato alle spalle della fontana presente sulla S.P. Iscalunga- Dragonetti. Su richiesta è possibile effettuare visite guidate con il personale del Corpo forestale dello Stato. La localizzazione del sito e il percorso particolarmente accidentato, rende la visita dei ruderi possibile esclusivamente ad un pubblico adulto particolarmente allenato.