
E' noto come i Trattati dell'Unione europea non contemplino una politica forestale comune propriamente detta: essa, a causa delle notevoli differenze tra i vari Paesi che compongono l'Unione europea ed in accordo al principio di sussidiarietà, fa capo ai governi nazionali. Tuttavia fin dagli anni '60 le istituzioni comunitarie hanno co-finanziato numerose misure forestali, contenute soprattutto in regolamenti di natura agricola e promosse quando vi fosse necessità e valore aggiunto nel portarle avanti insieme. Una panoramica sintetica di tali attività è contenuta in una pubblicazione realizzata dalla Commissione europea nel 2003.
Il Corpo forestale ha, quindi, rappresentato il punto tradizionale di contatto e coordinamento per numerose iniziative forestali comunitarie quali, ad esempio, gli schemi per il monitoraggio della salute forestale e per la prevenzione degli incendi boschivi (progetto CONECOFOR e Regolamento Forest Focus) o l'attuazione del Regolamento (CEE) N. 2080/92 (misure forestali in campo agricolo).
Nel 1998 è stata pubblicata la cosiddetta Strategia forestale dell'Unione europea, i cui punti principali sono ancor oggi validi e che ha dato origine ad un gran numero di iniziative. Derivata dal rapporto presentato dall'euro-parlamentare Thomas nel 1997 e da un'analoga Comunicazione pubblicata dalla Commissione europea nell'ottobre 1998, la Strategia fu fatta propria dal Consiglio con una risoluzione del 15 dicembre 1998, che si concentrava sul concetto di gestione forestale sostenibile e raggruppava in 18 punti i principali problemi e priorità del settore forestale comunitario. Pur avendo una base legale "debole" essa iniziava a dare coerenza ai vari regolamenti comunitari ed a coordinare le strategie forestali nazionali.
La sua attuazione, proseguita negli anni, è stata soggetta ad una valutazione ufficiale nel marzo 2005: le conclusioni hanno portato alla presentazione, nel giugno 2006, di una nuova Comunicazione contente un importante strumento di coordinamento, il Piano di Azione forestale UE (PAF). Costituito attorno ai concetti di gestione forestale sostenibile e multifunzionalità forestale, il PAF si articola in 4 obiettivi principali, 17 azioni chiave e 53 attività ed è una cornice per le attività forestali UE e nazionali, tanto da essere la base per la redazione del Programma Quadro per il Settore Forestale (PQSF).
Il PAF, peraltro, non prevede fondi propri e rimanda ad altri regolamenti comunitari per il co-finanziamento delle varie misure forestali per il periodo 2007-2013. I principali strumenti in questo senso sono, quindi, rappresentati da un regolamento agricolo e da uno ambientale. Nel primo settore, infatti, esiste il Regolamento (CE) N. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale, che tramite i programmi di sviluppo rurale co-finanzia misure forestali riguardanti soprattutto infrastrutture e formazione. Nel settore ambientale esiste, invece, lo strumento finanziario per l'ambiente LIFE+ (Regolamento (CE) N. 614/2007) che co-finanzia progetti anche forestali riguardanti soprattutto l'informazione e la comunicazione. Misure forestali sono, inoltre, possibili anche in molti altri settori quali: i Fondi Strutturali, il Settimo Programma Quadro per la Ricerca, le Azioni COST, le misure fitosanitarie ed altri ancora. Un caso particolare è quello del FLEGT, la lotta alla raccolta illegale di legname: in tale caso la quale la Commissione europea sta investendo molto nel promuovere piani di azione, accordi di partenariato volontario, sistemi di licenze nonché di controllo, attività nelle quali il CFS rivestirà un ruolo di particolare rilievo.
Pertanto l'insieme delle iniziative forestali UE risulta assai ricco ed in continua evoluzione, seguendo il filo guida del Piano di Azione forestale che ne è il principale momento unificante.