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Riserva Naturale Biogenetica Stornara

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Pino d'Aleppo

Descrizione e cenni storici

La Riserva Naturale Biogenetica Stornara di pino d'Aleppo ad unanime pensiero di molti studiosi è ritenuta di origine naturale; frammenti relitti di un areale più vasto tuttora esistono lungo le pendici del gradino più basso delle Murge Tarantine.
Ancora prima di diventare riserva la pineta veniva intensamente sfruttata per l'estrazione della resina e per l'esercizio del pascolo. Il regime vincolistico a cui oggi la pineta è sottoposta le garantisce un'ottima copertura del suolo ed un interessante strato cespuglioso ed erbaceo la cui consistenza e composizione varia a seconda della distanza dal mare. L'intera Riserva è suddivisa in sei sezioni, tutte iscritte nel Libro Nazionale Boschi da Seme (Patemisco, Marziotta, Romanazzi, Principessa, Perronello e Marinella).
La pineta in località Patemisco è quella che per prima è passata al Demanio dello Stato, immediatamente dopo l'approvazione della legge 02/06/1910, n. 277, quindi, la più antica Foresta Demaniale d'Italia. Successivamente attraverso espropri concordati sono state acquisite le altre sezioni. Si estende dal confine della Basilicata a pochi chilometri dalla città di Taranto. La sua continuità si interrompe in pochi casi, vuoi per la presenza di altre pinete pubbliche, vuoi per la incidenza di centri turistici popolati come quelli di Marina di Ginosa e Castellaneta Marina.

 
 
Fiori

Flora

Studi recenti di fitosociologia hanno attribuito il popolamento forestale al Pistacio-Pinetum halepensis ma in prossimità del mare esistono ben altre associazioni, completamente diverse, che vanno da quelle colonizzatrici erbacee a quelle più stabili rappresentate per lo più da piante cespugliose.
La pineta è quasi tutta di Pino d'Aleppo, soprattutto nei tratti interdunali, persistono piccole o modeste aree umide (Lago Salinella) alle quali vi abbonda una flora idrolitica prevalentemente rappresentata da Phragmites australis.
In queste località è possibile trovare piante che per la stazione in esame costituiscono associazioni vegetali più evolute. La pineta è rappresentata da una fustaia coetanea, alternata da piccoli gruppi di diversa età e strutturata da una densità, per lo più, normale o colma con alberi che possono raggiungere l'altezza di 20 metri.
Rappresentano allo stato cespuglioso una componente essenziale delle sclerofille sempreverdi che sono tipiche degli ambienti litoranei: Pistacia lentiscus, Myrtus communis, Rosmarinus officinalis, Juniperus phoenicea, Juniperus oxycedrus subsp. Macrocarpa, Phillyrea latifolia, Asparagus acutifolius, Lonicera implexa, Rhamnus alaternus, Smilax aspera, Rubia peregrina, ecc.
L'attuale gestione della Riserva, pur tenendo presente l'attività di produzione del seme del pino d'Aleppo, è improntata su interventi di grande cautela per stimolare i processi dinamici dell'attuale comunità vegetale verso specie più evolute nei riguardi delle esigenze idriche. Di tale modo di operare si osservano i primi effetti positivi tesi a contenere la distribuzione di specie fortemente xerofile quale la Plantago albicans (specie tipiche della vegetazione del Sahara) ed a favorire alcune altre più esigenti in fatto di risorse idriche, quale Ulmus minor e Populus alba.
Nella Riserva, sia pur in modeste quantità, è possibile riscontrare la presenza di piante rarissime, quali: Helianthemum sessiliflorum, Ophrys tarentina e Romulea rollii.

 
 
Rana

Fauna

La fauna della Riserva è ben rappresentata da volpi, ricci ed alcuni individui di tasso; recentemente sono stati avvistati anche esemplari di cinghiali. In forma sostanziale è presente il colombaccio, che trova in questo habitat le migliori condizioni per la sua riproduzione. Particolarmente ricca è la presenza di rettili, alcuni dei quali inseriti nell'allegato II della direttiva habitat 92/43/CEE, quali: Elaphe quatuorlineata, Testugo hermanni; Emys orbicularis e Caretta caretta.
Si ricorda che tali ultimi animali sono anche protetti dalla Convenzione di Berna e che la stessa normativa, inoltre, considera come fauna rigorosamente protette le seguenti specie, pure presenti nelle riserva: Bufo viridis, Coluber viridiflavus, Coronella austriaca, Natrix tassellata e Podarcis sicula.

 
 
Torre

Fruizione

La Riserva è visitata frequentemente da turisti e scolaresche quasi tutto l'anno ed in special modo nel periodo primaverile. È in questa stagione che si posso evidenziare più compiutamente tutti gli aspetti ambientali di cui la riserva è provvista.
La sezione di "Marziotta", attraverso un sentiero appositamente realizzato, può essere agevolmente percorsa a piedi e in diverse direzioni. Esso è dotato di un'adeguata tabellazione che si incontra lungo il percorso e che serve ad illustrare al visitatore le componenti naturalistiche più rappresentative.
Parallelamente alla riva ed in posizione più arretrata rispetto al mare è possibile incontrare alcune torri (Torre Marinella, Torre Mattoni, Torre della Marina e Torre del Lato) che nei secoli trascorsi servivano a controllare il mare da possibili attacchi di imbarcazioni nemiche.

 

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Regione: Puglia
Provincia: Taranto
Comuni: Castellaneta, Ginosa, Massafra e Palagiano

Istituzione: DM 13 Luglio 1977

Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 0-16 m s.l.m.
Estensione: 1589 ha

Altre indicazioni e classificazioni:
SIC (Direttiva 92/43/CEE) IT9130006 - Pineta dell'Arco Jonico

Organo di Gestione:
Ufficio Territoriale Biodiversità di Martina Franca (TA)
Via Alcide de Gasperi, n.3
Tel 080/4306471
Fax 080/4805144
Email utb.martinafranca@corpoforestale.it