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Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
  4. Orto Botanico di Specie locali
  5. Percorso Metato
Vista panoramica della Riserva di Vallombrosa

Descrizione e cenni storici

La storia dell'attuale Riserva è strettamente legata a quella dell'ordine monastico benedettino che qui ha sede.
Il suo fondatore S. Giovanni Gualberto, monaco fiorentino di nobili origini, si rifugiò su questa montagna nel 1035 per sfuggire alla persecuzione del Vescovo di Firenze, da lui accusato di simonia, e vi fondò la comunità monastica dei Vallombrosani.
Le proprietà dell'Ordine si accrebbero notevolmente nei secoli successivi, fino a comprendere un vasto territorio da cui dipendevano ben 1000 persone.
Mentre nelle fattorie si svolgevano prevalentemente attività agricole, nella zona di Vallombrosa la vocazione era tipicamente silvo-pastorale ed al 1300 risale la coltivazione dell'abete bianco che ha avuto una notevole espansione a partire dalla fine del '600.
Con l'aumentare della potenza dell'ordine monastico, aumenta la fama di Vallombrosa: grandi artisti, come il Perugino, arricchiscono l'Abbazia con opere d'arte mentre l'Ariosto la cita nell'Orlando furioso; Milton, che visita la foresta nel 1639, vi trova ispirazione per il suo "Paradiso perduto".
I monaci sono rimasti proprietari della foresta dal 1039 fino al 1866, anno in cui, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi, tutti i beni furono incamerati dallo Stato italiano e affidati alla gestione dell'Amministrazione forestale.
Nel 1869 nacque nei locali dell'Abbazia la prima Scuola forestale italiana, che nel 1914 verrà trasferita a Firenze assumendo il nome di Regio Istituto superiore forestale (l'attuale facoltà di Scienze agrarie, forestali e ambientali).

A cavallo tra '800 e '900 Vallombrosa divenne una rinomata stazione climatica frequentata anche da nobili e politici. Nel 1977 la foresta è stata dichiarata Riserva naturale biogenetica ed oggi, anche per la sua vicinanza a Firenze, è mèta di numerosi gitanti, escursionisti e scolaresche che vi svolgono attività legate all'educazione ambientale.

 
 
Alberi

Flora

L'intervento umano, protratto per vari secoli, ha notevolmente influenzato le specie vegetali presenti e la loro distribuzione sul territorio.
L'abete bianco ed il castagno sono state le specie forestali più favorite a danno soprattutto delle querce caducifoglie (cerro e roverella), del faggio ma anche delle radure e dei pascoli, oggi notevolmente ridotti.
Nella parte inferiore della foresta si trovano boschi di pino nero, castagno e cerro mentre intorno all'Abbazia prevalgono i boschi di abete bianco.
In prossimità del crinale la specie forestale dominante è invece il faggio utilizzato in passato per la produzione di carbone.
Di particolare interesse sono le formazioni a leccio, orniello ed erica, presenti sui costoni rocciosi esposti a sud ovest, e le numerose stazioni di Agrifoglio, diffuse in gran parte della foresta.
Da citare la presenza, a partire dal 1880, degli Arboreti Sperimentali che rappresentano oggi una delle collezioni dendrologiche più importanti del nostro Paese e che sono visitabili sulla base di un annuale calendario di escursioni guidate.

 
 
Fauna

Fauna

La fauna della riserva è relativamente abbondante, anche se, nella sua diffusione e nella composizione, risente della presenza dell'uomo.
Tra i mammiferi sono presenti, in particolare, capriolo, cinghiale, daino, donnola, faina, ghiro, istrice, lepre, riccio, scoiattolo, tasso, volpe mentre una particolare menzione merita l'esigua seppur consolidata presenza del lupo.
Rara la presenza del cervo considerato come non stanziale ma come specie in transito verso zone caratterizzate da pascoli più abbondanti e diffusi.
Tra le numerosissime specie di uccelli si trovano vari picchi e fringillidi mentre la popolazione dei predatori annovera una diversificata presenza di rapaci diurni e notturni come il gheppio, la piana, il falco pecchiaiolo, la civetta, il gufo comune ed anche il raro gufo reale.

 
 
Fruizione

Fruizione
 
Il Centro Visite di Vallombrosa si trova accanto all'Abbazia ed è articolato su due piani con 6 stanze, due ampi corridoi e uno spazio esterno con specifici allestimenti.
Recentemente ampliato e rinnovato nei contenuti è articolato in diversi spazi tematici fra cui spiccano, per ampiezza e completezza, quelli dedicati al lavoro dell'uomo nel bosco ed alle attività del Corpo forestale dello Stato.
Presso il Centro Visite avviene la distribuzione in uso gratuito dell'audioguida che permette di compiere autonomamente il percorso vocale nel bosco denominato "1000 Anni di Vallombrosa", un percorso nel quale il visitatore è guidato nella conoscenza di tanti aspetti legati alla storia ed alla natura con uno strumento di facile utilizzo in cui sono registrati 90 minuti in 4 differenti lingue.

Adiacente al Centro Visite è presente un altro fabbricato che in passato costituiva la legnaia dell'Abbazia ed oggi è stato ribattezzato "Rifugio San Giovanni Gualberto". Viene utilizzato come spazio di accoglienza di gruppi e comitive ed al suo interno è stato riservato uno spazio con oltre 40 posti a sedere in cui si tengono proiezioni con cadenza giornaliera durante tutto il periodo di apertura del Centro Visite. Il materiale audiovisivo proiettato ha come temi la natura, la storia e le tradizioni locali legate al bosco ed alla montagna.

 
Fiori

Nell'ambito del Centro Aziendale dell'Ufficio Territoriale di Vallombrosa è stato realizzato un Orto Botanico (in parte accessibile anche ai portatori di handicap) nel quale al momento sono raccolte circa 250 specie erbacee locali suddivise per ambienti e che rappresentano già una vasta collezione rispetto alla totalità delle specie censite nella Riserva.
L'orto botanico è sempre aperto e visitabile.

 

Si tratta di un percorso ad anello attrezzato con alcuni pannelli didattici principalmente utilizzato per le attività con le scuole. Esso però assicura interesse e fascino anche per altre tipologie di visitatori poiché si trova in una porzione di foresta particolarmente suggestiva e ricca di spunti di osservazione e riflessione sul concetto di ecosistema.
 
Il percorso Metato ha inizio in località "Casetta" a circa 3 Km da Vallombrosa lungo la strada in direzione Consuma.

Aree di sosta e bivacchi
Oltre al grande spazio attrezzato costituito dal "Pratone" e dalle aree immediatamente circostanti, nella foresta si trovano alcune strutture utilizzabili a scopo ricreativo.

Fra queste ricordiamo in particolare:

- Capanna Grimaldi, posta lungo la strada asfaltata per Secchieta, che è un  bivacco sempre aperto con focolare, tavoli, panche e fontana;
- Capanna al Soglio, posta all'interno del bosco a poca distanza dalla strada per la Consuma (circa 6 Km da Vallombrosa), che è anch'essa un bivacco  sempre disponibile;
- Area attrezzata della "Casetta", proprio all'inizio del percorso Metato, dove si trovano acqua, un focolare e numerosi tavoli in legno. Da qui un breve percorso porta fino alla località di San Miniato in Alpe dove si trova un Vivaio forestale in cui recentemente, sempre in un'ottica di tutela della biodiversità, sono stati impiantati frutti appartenenti alle cultivar locali;
- Area attrezzata "Scoiattolo" a breve distanza dall'ex Albergo del Lago in direzione di Consuma, dove si trovano acqua, un focolare e numerosi tavoli in legno adatti per trascorrere rilassanti e piacevoli momenti in compagnia.
- Area di sosta gratuita per camper in grado di ospitare circa 25 veicoli e dotata di camper service
Recentemente è stata prodotta una guida escursionistica dotata di carta tematica in scala 1:20.000.

 

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Regione: Toscana
Provincia: Firenze
Comune: Reggello

Istituzione: DM 15 Dicembre 1977
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 550-1430 m slm
Estensione: 1280 ha

Altre indicazioni e classificazioni
SIC (direttiva 91/43/CEE) "Foresta di Vallombrosa e Foresta di Sant'Antonio"

Organo di Gestione
Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Vallombrosa
Via San Benedetto, 1
50066 Reggello (FI)
Tel. 055/862020
Fax 055/862001
Email utb.vallombrosacorpoforestale.it