SALICORNIETO
Terreni umidi e salmastri. occupati prevalentemente da piante del genere Salicòrnia, - genere di piante cosmopolite, suffruticose o erbacee, appartenenti alla famiglia delle Chenopodiacee.
SAPROFAGO
Organismo animale che si nutre di sostanze organiche in decomposizione.
SAPROFITI
Organismi vegetali inferiori che vivono e prosperano su materiale organico in decomposizione. La maggior parte dei saprofiti è costituita da batteri, muffe, funghi.
SAVANA
Prateria tropicale tipicamente africana, ma riscontrabile con altro nome (llanos, campos) anche in Sud America. Costituisce l'ambiente tipico delle regioni situate tra la foresta equatoriale e il deserto torrido. La vegetazione spontanea è costituita da alte erbe (graminacee) che si sviluppano con le prime piogge e scompaiono nel periodo secco e da rade essenze arboree e arbustive (baobab, palme, acacie). La savana costituisce l'habitat per eccellenza dei mammiferi, presenti in tutte le dimensioni. L'erba a disposizione limita il numero degli erbivori che a loro volta limitano quello dei predatori, garantendo in tal modo un perfetto equilibrio.
SCLEROFILLE
Piante sempreverdi adatte a vivere in stazioni aride; sono provviste di foglie spesse, coriacee, generalmente piccole.
SEME
Dal punto di vista botanico è l'organo che contiene l'embrione e che si forma dopo la fecondazione dalla trasformazione dell'ovulo. Nella pratica vivaistica il termine si riferisce a qualsiasi materiale impiegato per la semina, indipendentemente dalla corretta definizione botanica. Ad esempio, nel frassino, si indicano come "semi" le samare, che sono frutti alati indeiscenti.
SEPALI
Pezzi fiorari esterni che costituiscono il calice. Sono per lo più verdi, erbacei, indivisi.
SESSILE
Detto di organismo animale o vegetale che vive ancorato al substrato e non è dotato di alcuna capacità di spostamento (ad esempio, il corallo). È il contrario di vagile.
SET ASIDE
Terminologia inglese che letteralmente tradotta significa "mettere da parte". Agronomicamente si intende secondo le normative comunitarie il ritiro dalla produzione agricola di un determinato appezzamento di terreno che viene lasciato a riposo per periodi più o meno lunghi, (20 anni). Per tale scelta la Comunità Europea corrisponde al proprietario del fondo un contributo economico.
SFAGNI
Gruppo di Briofite che si differenziano dai "veri muschi" in quanto le piante adulte non possiedono rizoidi. Di solito si trovano nelle torbiere e nelle paludi.
SIC
Area che, nella/e regione/i biogeografica cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere/ripristinare in uno stato di conservazione soddisfacente un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I della Direttiva Habitat o una specie di cui all'allegato II della Direttiva Habitat. Un sito che possa inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza di Natura 2000 (di cui all'art.3 della Direttiva Habitat), e/o che contribuisca in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica o regioni biogeografiche. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno dell'area di ripartizione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione.
SIMBIOSI
Associazione fra due individui appartenenti a specie diverse, nella quale entrambi traggono vantaggio dalla vita in comune, oppure solo uno ne è avvantaggiato senza però che l'altro ne subisca danno. La simbiosi può avvenire fra due animali, fra un animale e un vegetale, oppure fra due vegetali. Quando entrambi gli organismi traggono vantaggio dall'associazione, la simbiosi è detta mutualismo (ad esempio, paguro e attinia); quando il vantaggio è per uno solo, si parla di commensalismo; se infine i rapporti tra i due simbionti si riducono all'occupazione di spazio comune, si ha l'inquilinismo.
SINANET
Rete del Sistema Nazionale Conoscitivo e dei Controlli in campo Ambientale.
SITO
L'intera area in cui sono svolte, in una determinata localizzazione, le attività industriali sotto il controllo di una impresa, nonché qualsiasi magazzino contiguo o collegato di materie prime, sottoprodotti, prodotti intermedi, prodotti finali e materie di rifiuto, e qualsiasi infrastruttura e qualsiasi impianto, fissi o meno, utilizzati nell'esercizio di queste attività (Reg. 1836/93).
SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA Vedi SIC.
SOCIALE, specie
In biologia, specie animale i cui individui vivono preferibilmente ed elettivamente in comunità (società). Tale associazione è di tipo individualista quando ciascun componente provvede solamente alle proprie necessità (mammiferi, uccelli); è invece di tipo collettivista quando ciascun individuo svolge la sua attività in funzione delle necessità dell'intera comunità (vespe, api, formiche, termiti).
SOSTANZE ORGANICHE
Con questo termine si indicano i composti del carbonio ( C ).Il nome "sostanze organiche" deriva dall'erronea convinzione, diffusa anche nel secolo scorso, che fossero prodotte dagli esseri viventi e che non si potessero sintetizzare artificialmente in laboratorio .Nel 1928 il tedesco F. Wöhler riuscì ad ottenere l'urea (sostanza prodotta dagli organismi viventi) attraverso una sintesi in laboratorio. Da allora si dovette rivedere il principio che divideva in due categorie rigidamente separate in composti chimici: quella della sostanze minerali (inorganiche) e quella delle sostanze organiche prodotte dai viventi. Sono sostanze organiche le proteine, i lipidi, gli zuccheri, gli acidi nucleici.
SPECIE
E' l'unità base di ogni sistema di classificazione degli organismi animali e vegetali. Gli individui appartenenti alla stessa specie sono contraddistinti non solo da somiglianze morfologiche, ma principalmente dal fatto di rappresentare un'unità isolata dal punto di vista riproduttivo e di avere pertanto un patrimonio genetico comune. Ogni specie quindi raggruppa individui che presentano caratteristiche simili e che sono in grado di accoppiarsi e dare prole feconda.
SPECIE PROTETTA
Specie rara o vulnerabile protetta da leggi o convenzioni internazionali che ne impediscono la cattura o la caccia.
SPECIE RARA
Specie presente con piccole popolazioni che attualmente non è minacciata o vulnerabile, ma che corre rischi a causa della sua rarità naturale.
SPORANGI
Minuscoli involucri contenenti le spore.
SPOROFITO
Fase diploide (2n cromosomi) del ciclo biologico di una pianta che si origina dall'ovocellula fecondata e termina con la formazione di sporangi e spore (n cromosomi). Esso costituisce la fase preponderante del ciclo vitale delle piante superiori. Tale fase si alterna con uno stadio aploide (n cromosomi) detto gametofito.
STAMI
Organi maschili del fiore costituiti da un filamento e da un'antera; l'insieme degli stami forma l'androceo.
STAMINODIO
Stame privo di antera, quindi sterile.
STANDARD AMBIENTALI
Strumenti di politica ambientale adottati dall'autorità pubblica per il miglioramento della qualità dell'ambiente. In generale, uno standard è un livello di adempimento fissato dalla legge e fatto rispettare attraverso sanzioni. Si distinguono diversi tipi di standard: -standard sulle emissioni inquinanti, che stabilisce il limite massimo consentito di emissioni inquinanti, superato il quale si è obbligati al pagamento di una multa; -standard di qualità ambientale, che fissa il limite massimo di inquinamento di un certo ambiente; -standard tecnologici, che prevedono l'adozione di una certa tecnologia, ad esempio, la marmitta catalitica.
STANZIALE (SPECIE)
Specie faunistica legata ad un certo ambiente per l'intero ciclo biologico.
STEPPA
Associazione vegetale prevalentemente costituita da erbe, tipica delle regioni temperate. Per estensione sono dette steppe anche le regioni pianeggianti ricoperte da questo tipo di associazione vegetale e le zone erbose semiaride confinanti con i deserti.
STIMMA
Parte superiore dell'ovario portata da uno stilo oppure no. Su di esso si ferma e germina il polline.
STIPOLE
Espansioni fogliacee che si formano da entrambi i lati di alcuni tipi di foglie.
STROBILO
Struttura riproduttiva costituita da un certo numero di foglie modificate (sporofilli) o di squame riunite su un fusto.
SUBSIDENZA
Abbassamento della superficie terrestre che si può manifestare in modo gradualmente lento o accelerato, determinato da processi geologici naturali o da attività umane. è un fenomeno che può essere eventualmente generato da sfruttamento di un giacimento di idrocarburi. Dato che dipende principalmente dalle caratteristiche geologiche del giacimento, l'approccio usato dalle Compagnie petrolifere nei confronti di tale eventualità è studiato caso per caso, comprendendo, al fine di poter scongiurare qualsiasi manifestazione dannosa del fenomeno, la fase previsionale (anticipata individuazione e calcolo dell'entità del fenomeno), la fase di prevenzione (studio anticipato degli interventi per contrastare la subsidenza, qualora risultasse una previsione di entità critica), la fase di monitoraggio (campagne di misura dei vari parametri associati al fenomeno e verifiche strumentali ripetute nel tempo).
SUBSTRATO
Roccia o sedimento presente al di sotto del suolo. E' la parte del profilo dove fenomeni pedogenetici sono scarsi o assenti. Corrisponde in genere all'orizzonte C o R.
SUFFRUTICI
Piante perenni che presentano le parti prossimali di fusti e rami legnose, mentre le parti apicali sono erbacee e si rinnovano ogni anno.
SUOLO
La parte più superficiale della crosta terrestre in cui le radici delle piante penetrano e trovano nutrimento e sostegno. Il suolo si forma grazie all'azione disgregatrice degli agenti meteorici, degli sbalzi di temperatura, di reazioni chimiche e contiene, oltre agli elementi minerali, anche una componente vivente costituita principalmente da batteri, funghi, attinomicheti, piccoli artropodi, acari ecc. La Terra ha un raggio di circa 6.400 km e la crosta terrestre uno spessore di circa 100 km; il suolo ha uno spessore massimo di non più di 2 m e uno minimo talvolta di pochi centimetri. Li suolo agrario, o terreno agrario, non supera generalmente il mezzo metro. Il suolo, oltre a costituire il supporto materiale per le specie vegetali, fornisce anche tutte le sostanze che rendono possibile la vita sulla Terra. Lo spessore, il tipo di rocce che lo hanno generato e le condizioni climatiche a cui è esposto, determinano la qualità dei suolo in rapporto alle coltivazioni.
SUOLO, normative di difesa del
La legge che ha per scopo quello di assicurare la difesa del suolo dall'inquinamento è la n. 183/89 che concepisce una tutela integrata, oltre che del suolo (inteso come territorio, suolo, sottosuolo, abitati ed infrastrutture), anche delle acque e delle risorse naturalistiche nel loro complesso. Tratto saliente del provvedimento è l'aver attribuito rilievo alla pianificazione. Viene, infatti, ripartita tra i vari livelli centrali e locali della Pubblica Amministrazione, la competenza ad avviare una pianificazione e programmazione degli interventi di conservazione e recupero del territorio mediante, tra l'altro: - la regolazione dei corsi d'acqua e la moderazione delle piene; - la disciplina delle attività estrattive; - la protezione delle coste e il risanamento delle acque sotterranee e superficiali. Nel 1994 è stata emanata la legge n. 36 con cui sono state dettate disposizioni, in materia di risorse idriche e di riorganizzazione dei servizi idrici, che integra e completa la legge sulla difesa del suolo, prevedendo una riorganizzazione territoriale, funzionale ed economica dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua, per usi civili, di fognatura e depurazione.
SVILUPPO SOSTENIBILE
Termine utilizzato nella Conferenza dell'O.N.U. sull'Ambiente, svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. Indica la possibilità di garantire lo sviluppo industriale, infrastrutturale, economico, ecc., di un territorio, rispettandone le caratteristiche ambientali, cioè sfruttandone le risorse naturali in funzione della sua capacità di sopportare tale sfruttamento. Crescita complessiva (socioeconomica, demografica, dell'uso delle risorse naturali, dell'uso dei territorio) che sia compatibile con le capacità ricettive dell'ambiente globale. Lo sviluppo sostenibile presuppone una crescita nella quale lo sfruttamento delle risorse, l'andamento degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo economico e i mutamenti istituzionali siano in reciproca armonia e capaci di incrementare il potenziale attuale e futuro di soddisfazione dei bisogni e delle aspirazioni umane. Lo sviluppo sostenibile richiede una rimodellazione dei processi produttivi in modo più rispettoso dell'ambiente e contemporaneamente significa assicurare che le generazioni future possano godere degli stessi beni, opportunità e opzioni dei quali godiamo noi oggi. Per fare questo occorre preservare l'ambiente fisico e fornire servizi di base di sostegno alla vita come aria pulita, acqua potabile, terra fertile, sistemi ecologici diversificati e stabilità climatica. Esistono due principi base della sostenibilità, definiti da Hermann Deli, per la gestione delle risorse rinnovabili: la velocità del prelievo dovrebbe essere pari alla velocità di rigenerazione. Questo principio si chiama "principio del rendimento sostenibile" e significa che in qualsiasi tipo di scelta, un'impresa, un'attività agricola o industriale deve utilizzare risorse che, nell'arco almeno di una vita umana, possano essere rinnovate; la velocità di produzione dei rifiuti delle attività produttive deve essere uguale alle capacità naturali di assorbimento da parte degli ecosistemi in cui i rifiuti vengono immessi. Lo sviluppo sostenibile è un concetto strettamente connesso a quello della qualità, perché sviluppo sostenibile sostanzialmente significa qualità della vita, nelle scelte energetiche, nei trasporti e nella produzione, ma più che altro vuol dire garantire alle generazioni future una possibilità di sopravvivenza su questo pianeta.