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Che cos'è il Soccorso Alpino Forestale

Soccorso Alpino

Negli ultimi anni l'escursionismo, la crescita delle attività alpinistiche e la nascita di nuove discipline sportive come l'arrampicata in falesia, lo sci alpinismo, il kaiak e il parapendio, hanno visto un incremento esponenziale dei frequentatori delle località montane e un maggiore coinvolgimento del Corpo forestale dello Stato. Parallelamente al diffondersi di tali attività, infatti, c'è stato un aumento esponenziale del numero d'incidenti in montagna: fra gli escursionisti si contano i dispersi per la perdita dell'orientamento, per semplici cadute o distorsioni; nei deltaplanisti si contano i caduti in luoghi sempre difficili da raggiungere; fra i torrentisti si riscontrano sempre più spesso incidenti che li portano a rimanere bloccati all'interno di strettissime forre. Ai classici incidenti di alpinismo in parete si affianca, dunque, una varietà sempre più vasta di tipologie di soccorso.

La Forestale resta ancora una figura insostituibile in un contesto in forte evoluzione e specializzazione, perché rimane la sola a frequentare quotidianamente le montagne penetrandole nei più reconditi anfratti e nelle condizioni più difficili. Disponibilità, capillarità e professionalità hanno sempre caratterizzato il modo di appartenere a questo Corpo, naturale punto di riferimento per tutti coloro che lavorano, vivono o frequentano gli ambienti di montagna.

La collaborazione con il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico del Club Alpino Italiano, mirata a favorire le operazioni di soccorso in montagna, ha portato all'istituzione nel 2003 la figura del soccorritore alpino nel Corpo Forestale e alla nascita del servizio di Soccorso Alpino Forestale (SAF).

Composto da personale altamente specializzato nella ricerca e nel recupero sia di escursionisti che di alpinisti in difficoltà, dispersi o deceduti in luoghi impervi, in boschi di montagna o colpiti da valanghe, attualmente il SAF è operativo con circa 30 uomini specializzati in 3 stazioni distinte in Piemonte a Domodossola, in Abruzzo a L'Aquila e in Veneto a Palus San Marco e collabora, inoltre, con altri enti preposti al soccorso in montagna.

Il Soccorso Alpino Forestale, in questi ultimi anni, è intervenuto in circa 400 operazioni di soccorso e nel 2008 sono stati realizzati oltre 100 interventi. Questo è stato possibile anche grazie al binomio SAF-COA (Centro Operativo Aeromobile). L'impiego dell'elicottero nel soccorso in montagna, i continui aggiornamenti ed addestramenti all'utilizzo dell'aeromobile, hanno permesso infatti salvataggi di persone impensabili fino a pochi decenni fa. Sono molteplici le attività richieste ai soccorritori alpini che devono dimostrare un'elevata professionalità, frutto di un costante aggiornamento su quelli che sono i mezzi e gli strumenti impiegati, soggetti ad una continua evoluzione. Con l'utilizzo dell'elicottero si entra nella parte più tecnologica dell'iter di addestramento e dell'attività operativa del personale assegnato alle squadre di soccorso. Il tecnico di elisoccorso è una persona altamente preparata sia per quanto concerne le procedure da attuare in montagna ed in ambienti ostili in genere, sia per ciò che riguarda il funzionamento della macchina.

Il Soccorso Alpino Forestale collabora strettamente con il Centro Operativo Aereo del Corpo forestale, (con le basi operative di Rieti, Belluno e Pescara), che fornisce elicotteri e personale aereonavigante specializzato. I piloti, gli specialisti ed il personale SAF vengono addestrati ad una perfetta simbiosi operativa, alla base della riuscita di ogni missione.
Durante un'operazione di soccorso vengono attuate procedure che sono il risultato di ore ed ore di studi ed addestramento; infatti, tutto è codificato all'interno di un manuale operativo, preparato avvalendosi dell'esperienza sia dei piloti che del personale di soccorso.
Attualmente il Soccorso Alpino Forestale concorre alle operazioni di soccorso con l'ausilio di due elicotteri che sono parte della flotta del Corpo forestale: Agusta Bell AB 412, caratterizzato da una notevoli polifunzionalità e Breda Nardi NH 500 D, capace di un'enorme manovrabilità in ambienti stretti.