Perugia, 22 maggio 2012 - A partire dallo scorso marzo il Corpo forestale dello Stato ha portato avanti una campagna di controlli sulle strutture edilizie ad uso zootecnico, agricolo, artigianale-industriale o abitativo sparse su tutto il territorio regionale che risultano attualmente in stato di abbandono. I controlli hanno riguardato in particolare le strutture in cui sono in corso d'opera manufatti con materiali a contenuto d'amianto, per lo più presente nelle coperture realizzate con lastre ondulate di fibrocemento o eternit (dal nome della ditta di produzione), non interessate dal censimento regionale realizzato dall'ARPA.
Con l'attività di controllo messa in atto la Forestale ha voluto incentrare l'attenzione sulle numerose strutture edilizie abbandonate sparse sul territorio (ex stalle suinicole, capannoni industriali o artigianali dismessi) realizzate in periodi in cui veniva fatto largo uso di amianto. La legge non prevede la rimozione delle lastre di fibrocemento poiché l'amianto in queste miscele è legato al cemento in matrice stabile, compatta, e quindi è ridotto il pericolo che le fibre di amianto si liberino, eccetto il caso in cui a causa di un accentuato stato di degrado, causato per esempio anche dall'azione nel tempo degli agenti atmosferici, si producano fenomeni di rottura, crolli, sfaldamenti dei tetti con possibile dispersione nell'ambiente di materiale polverulento contenente fibre di amianto.
Di tutti i casi in cui i Forestali hanno accertato situazioni di degrado e di rischio, si è proceduto ad effettuare segnalazione alla A.S.L. competente, per un sopralluogo e, se necessario, per l'adozione di provvedimenti opportuni per la messa in sicurezza. Sono state inoltrate segnalazioni anche ai Sindaci territorialmente competenti. Nel corso dei controlli sono stati accertati, in alcuni casi, fenomeni di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti speciali ( tra cui eternit ) per i quali sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria i responsabili, ai sensi della normativa vigente in materia di rifiuti.
In provincia di Perugia sono stati effettuati oltre 320 controlli su simili strutture edilizie, sparse su tutto il territorio provinciale ed in particolare ubicate nei comprensori perugino-assisano, spoletino e in quello di Città di Castello-Pietralunga. Sono state effettuate 34 comunicazioni all'ASL competente e al Sindaco di ogni Comune interessato, attraverso le quali è stata segnalata, con la relativa localizzazione georeferenziata con coordinate UTM, la presenza delle strutture edilizie abbandonate presumibilmente contenenti amianto che evidenziano fenomeni di degrado.
Inoltre, in 6 casi, sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria i titolari di imprese per abbandono o deposito incontrollato di rifiuti speciali, anche pericolosi, tra i quali materiali in eternit.
Nella provincia di Terni i controlli sono stati 101. Situazioni con fenomeni di degrado sono stati rinvenuti a carico di vecchie strutture zootecniche o di servizio all'attività agricola. Per 22 delle suddette strutture a rischio rilevate, è stata data comunicazione all'A.S.L. ed al Sindaco di ogni Comune interessato, per le eventuali verifiche di competenza, mentre in 4 casi si è riscontrata una condotta penale per abbandono di rifiuti pericolosi, avendo rinvenuto la copertura in eternit frantumata e caduta al suolo. Per questi ultimi i Comandi Stazione della zona hanno proceduto a redigere comunicazione di notizia di reato a carico dei responsabili.
In totale sono stati effettuati dalla Forestale 421 controlli e ispezioni, nell'ambito dei quali sono state riscontrate 56 situazioni a rischio, e 10 persone sono state denunciate all'Autorità Giudiziaria.
Il tema dell'amianto è tornato prepotentemente all'attenzione dell'opinione pubblica in seguito alla recente sentenza del tribunale di Torino con cui sono stati condannati per disastro ambientale doloso i vertici aziendali dell'industria Eternit. Una sentenza che rappresenta una pietra miliare della giurisprudenza poiché afferma il principio che dallo spargimento delle fibre di amianto nell'ambiente derivano morti, circa tremila quelli finora accertati solo nel torinese, e danni persistenti per la salute di chiunque ne venga a contatto.