
L'Ufficio per la biodiversità del Corpo forestale dello Stato è preposto alla tutela e salvaguardia delle riserve naturali statali riconosciute d'importanza nazionale e internazionale.
Istituito nel 2005, è l'erede dell'Azienda di Stato per le foreste demaniali che, nel 1910 avviò la sua storica azione di gestione dei beni
demaniali per la conservazione di un patrimonio naturalistico fondamentale per la biodiversità nazionale.
Nell'ambito dei propri compiti, l'Ufficio per la biodiversità si occupa di:
EDUCAZIONE AMBIENTALE: COME PARTECIPARE AI "LABORATORI DEL FARE" A CASTEL FUSANO
Organizzati diversi percorsi didattici predisposti dal personale dell'Ufficio territoriale per la biodiversità in modo tale da coniugare l'apprendimento dei meccanismi che regolano gli equilibri naturali con l'esperienza diretta sul campo di ciò che si è imparato.
In questo "Laboratorio del Fare" si cerca, con una metodologia didattica basata sulle emozioni, di generare curiosità intellettuale e stimolare l'apprendimento.
Per partecipare alle iniziative di educazione ambientale, organizzate dalla Sede staccata di Castel Fusano, contattare la segreteria dell'Ufficio per pianificare al meglio le attività - tel. 06/50918092 - ed inviare la scheda di adesione via fax 06/50911854 o via mail ucb.castelfusano@corpoforestale.it.
La Segreteria è a disposizione per qualsiasi altra informazione
Per saperne di più sull'Ufficio territoriale per la biodiversità di Roma -sede di Castel Fusano
EUROBIRDWATCH 2011 - ATTIVITA' DI BIRDWATCHING ED INANELLAMENTO NELLA RISERVA NATURALE DEL LAGO DI CAMPOTOSTO 1 E 2 OTTOBRE 2011
Vedi il programma
ALLA SCOPERTA DELLA BIODIVERSITA' DEL GRAN SASSO D'ITALIA: itinerari guidati e percorsi di approfondimento
Programma nazionale di conservazione del cervo della Mesola
I cervi della Riserva Naturale dello Stato "Bosco della Mesola" (FE) sono gli unici cervi autoctoni dell'Italia peninsulare e rappresentano un'entità faunistica di estrema rilevanza dal punto di vista zoogeografico, ecologico, conservazionistico e storico. Il Programma raccoglie e sintetizza le conoscenze disponibili sul cervo della Mesola, suggerendo misure di conservazione e individuando i soggetti interessati alle misure da adottare
Il termine biodiversità descrive la varietà di esseri viventi (animali, piante e microrganismi), così come li conosciamo oggi, e i naturali cicli naturali che regolano la vita sul nostro Pianeta. La diversità biologica o biodiversità, è frutto dell'evoluzione naturale di 3 miliardi e mezzo di anni e, in modo più determinante, dell'azione dell'uomo.
Nel 1992 la Convenzione per la Diversità Biologica di Rio de Janeiro, ha dato una definizione del concetto di biodiversità: "L'espressione diversità biologica significa la variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi inter alia gli ecosistemi terrestri, marini ed altri sistemi acquatici, ed i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell'ambito della specie, e tra le specie degli ecosistemi".
Esistono dunque vari livelli di diversità biologica, tutti compresi nel termine generico biodiversità: diversità ecosistemica, di specie e genetica.
In ambienti diversi come i deserti, le foreste, le zone umide, le montagne, i laghi o i fiumi, la vita è possibile grazie all'adattamento di determinate specie, incluso l'uomo, ad un particolare habitat. Il rapporto tra specie ed ecosistemi determina la diversità ecosistemica.
Allo stesso modo, ci accorgiamo facilmente che la vita si presenta in forme estremamente varie: dai batteri, all'erba, agli alberi, agli animali, agli altri uomini. La diversità di specie e genetica è nel corredo genetico di ogni essere vivente, che ci permette di distinguere specie tra loro diverse e, all'interno di queste, i singoli individui. Cromosomi, geni e il DNA sono, infatti, fattori irripetibili che, in quanto tali, determinano l'unicità di una specie dall'altra e, nell'ambito di essa, tra un individuo e l'altro.
Nella realtà, questi tre livelli di diversità biologica sono tra loro strettamente correlati secondo un rapporto gerarchico: un'alterazione degli ambienti naturali, per effetto dell'inquinamento, di pratiche agricole intensive e per l'eccessiva pressione antropica, porterà ad una diminuzione di specie animali e vegetali, in pochi individui maggiormente resistenti, con conseguenze a lungo termine sulla diversità genetica.
Quello che può sembrare un normale processo naturale evolutivo di fatto non lo è.
Per i tempi brevi imposti dal cambiamento repentino degli ambienti naturali, perlopiù provocato dall'uomo, la natura non ha il tempo sufficiente ad adattarsi e garantire il normale "ricambio" di specie. In termini più tecnici, il tasso di speciazione è molto più basso rispetto a quello di estinzione.
Ciò che caratterizza, inoltre, la nostra epoca è che una specie da sola, l'uomo, è causa di estinzione di molte altre specie.
Per le conseguenze irreversibili che il fenomeno provoca su tutti gli esseri viventi e per il benessere stesso dell'umanità, sono state avviate diverse iniziative. In ambito comunitario, l'Europa si è posta l'obiettivo ambizioso di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010 lanciando la campagna "Countdown 2010". A livello globale, con l'obiettivo di conseguire una riduzione significativa del tasso attuale di perdita di biodiversità, è stata proclamato il 2010 come "Anno Internazionale della Biodiversità". L'iniziativa si presenta come una campagna mondiale di sensibilizzazione e di informazione per promuovere la difesa della biodiversità e richiamare le autorità internazionali, la società civile e i singoli ad adottare comportamenti maggiormente consapevoli dell'ambiente che ci circonda, per uno sviluppo più sostenibile.
La biodiversità è essenziale per il mantenimento di quella rete di connessioni e sistemi vitali che provvedono a fornirci cibo, salute, fonti energetiche ma anche svago e divertimento.
La biodiversità fornisce quindi all'economia e alla nostra società dei veri e propri servizi, cosiddetti ecosistemici, indispensabili: senza di essa verrebbero compromessi la nostra qualità della vita, la competitività economica, l'occupazione e la sicurezza.
Pensare di sostituire i naturali meccanismi con la tecnologia si dimostrerebbe un'operazione estremamente costosa se non impossibile da attuare. Sarebbe impossibile, per esempio, replicare su vasta scala il processo di impollinazione, svolto in natura da uccelli e insetti, o i complessi sistemi di regolazione naturale del clima.
La biodiversità deve essere dunque protetta per il suo valore intrinseco e per i servizi ecosistemici che ci offre, da cui dipende la nostra stessa esistenza.
Le cause principali della perdita di biodiversità sono: