
A livello mondiale il fenomeno della globalizzazione ha inciso negativamente, per alcuni aspetti, sull'integrità ambientale e sulla qualità e quantità di alimenti disponibili per la popolazione.
Sempre più la questione alimentare e quella ambientale si intrecciano a livello internazionale con le scelte geopolitiche. Alla fine degli anni '80, con la "caduta" del muro di Berlino, i mutati assetti politici delle nazioni dei Paesi dell'Europa dell'Est hanno provocato lo sviluppo delle relazioni socio-economiche tra società con modelli organizzativi diversi e conseguentemente l'apertura dei mercati economici dei Paesi dell'Est e della Cina. Sono aumentati in modo veloce gli scambi commerciali fra Nazioni prima nemiche, diminuendo tra le superpotenze il rischio del conflitto tradizionale.
Oggi il confronto-scontro tra gli Stati avviene attraverso lo svilupparsi di tensioni che riguardano gli interessi economici ed energetici, le reti dei gasdotti, il possesso delle riserve di uranio, di rame e di acqua, il rischio di pandemie, gli squilibri dei mercati finanziari, le risorse alimentari ed i rischi di degrado ambientale.
La sicurezza oggi non s'intende più solo di tipo militare ma anche quale sicurezza economica, finanziaria, energetica, alimentare ed ambientale.
In questo nuovo scenario internazionale il Corpo forestale dello Stato contribuisce in modo sinergico con le altre Istituzioni nazionali e con gli Enti territoriali ad attuare gli interventi finalizzati a contrastare le illegalità ed i crimini agroambientali ed agroalimentari per la tutela della qualità alimentare e dell'integrità del territorio e dell'ambiente.

La sicurezza delle produzioni alimentari è un tema da sempre al centro dell'attenzione degli Organi istituzionali del nostro Paese in quanto riguarda il valore della qualità degli alimenti, la salute dell'uomo tutelata espressamente dalla Costituzione, la difesa dell'ambiente e del territorio contro l'abbandono ed il degrado.
La produzione alimentare è l'unica attività "manifatturiera" con la quale si trasformano materie prime realizzando importanti quote di reddito e contemporaneamente si tutela l'ambiente, il territorio ed il paesaggio. Le piante agrarie e forestali costituiscono infatti serbatoi di CO2 contro il surriscaldamento del pianeta e mantengono saldi i terreni collinosi e montani.
L'Italia è all'avanguardia in questo settore per la capacità di trasformare le materie prime nutrizionali nei prodotti di eccellenza del "Made in Italy alimentare" e considerando che circa il 70% del territorio nazionale è caratterizzato da un'orografia collinare o montuosa si comprende come i binomi "agricoltura-alimentazione" e "territorio-ambiente" siano temi strategici per l'agenda dei decisori nazionali.
Per questo la sicurezza agroambientale ed agroalimentare è un argomento che interessa non solo gli "addetti ai lavori", cioè i produttori ed i distributori di beni alimentari, ma la pluralità dei cittadini, sempre più attenti a difendere un elevato tenore di qualità ambientale e qualità alimentare.
La Direttiva dei Ministri delle politiche agricole, alimentari e forestali per gli anni 2009 e 2010, che orienta l'azione dell'Amministrazione a tutela del "made in Italy alimentare", ha previsto quale obbiettivo primario dell'attività del Corpo forestale dello Stato la lotta alle frodi e alle contraffazioni alimentari.

Il "Paesaggio alimentare" è la manifestazione concreta degli aspetti economici, culturali, ambientali, territoriali e alimentari dell'Italia. E' un bene da difendere ed accrescere in tutte le sue componenti in quanto è la giusta connessione fra i valori dell'ambiente, del territorio e dell'alimento beni d'interesse primario della persona umana e delle comunità locali.
Il "Paesaggio alimentare" racchiude un insieme di valori del Paese e per questo sono promosse idonee politiche di valorizzazione e azioni mirate di tutela.
La Costituzione difende in modo indiretto questo valore attraverso la tutela del paesaggio (art. 9), della salute (art. 32), dell'ecosistema e dell'ambiente (legge di revisione del Titolo V della Costituzione, 18 OTTOBRE 2001, n. 3)
L'Italia a livello internazionale è uno dei Paesi che possiede il più ricco e variegato patrimonio agroalimentare con produzioni tipiche nazionali di eccellenza che rappresentano un punto di forza economico del "Made in Italy".
L'Unione europea può vantare attualmente, la registrazione di oltre 910 prodotti D.O.P, I.G.P, S.T.G. di cui 210 sono di origine italiana. L'Italia è al primo posto nella graduatoria comunitaria con il 21% circa dell'intera quota di mercato europeo.
I prodotti tipici costituiscono un importante patrimonio alimentare ed economico del Paese che deve essere tutelato a difesa dei consumatori e dei produttori per assicurare la qualità dei prodotti e la legalità del mercato.
Per questo è necessaria una decisa azione di contrasto alla contraffazione dei marchi di qualità, per combattere l'agropirateria e fare deterrenza dei crimini agroalimentari.
La legge del 23 luglio 2009, n. 99 "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", all'articolo 15 ha introdotto nel codice penale il delitto di contraffazione di prodotti agroalimentari con indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta (art. 517-quater c.p.).
Il legislatore ha inteso così dare una forte tutela al bene agroalimentare a indicazione geografica e a denominazione di origine dei prodotti (D.O.P., I.G.P., S.T.G.) e dei vini (D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T.) considerando gli alti valori tutelati.

Le attività di indagine e controllo sono coordinate a livello centrale dalla Divisione 2^ dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato con il Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF), una struttura centrale altamente specializzata nel contrasto alla criminalità in ambito agroalimentare e alla contraffazione dei prodotti di qualità.. L'attività operativa è realizzata dagli 87 Comandi provinciali, dagli altrettanti Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) e dai 1.100 Comandi stazione del Corpo forestale dello Stato. Il N.A.F. opera su tutto il territorio nazionale svolgendo funzioni di coordinamento ed indirizzo info-investigativo e di analisi in tema di sicurezza agroalimentare, fornendo supporto operativo, e logistico ai Comandi territoriali del Corpo forestale dello Stato.
Presso i quindici Comandi regionali sono presenti altrettanti Uffici dei referenti agroalimentari con il compito di analisi e coordinamento delle attività a livello regionale.

L'inizio dell'attività di controllo del Corpo forestale dello Stato nel settore agroalimentare si può datare alla fine degli anni '70 quando l'Amministrazione forestale è stata chiamata per la prima volta ad intervenire per vigilare sulla movimentazione di sostanze zuccherine nell'ambito dell'attività di verifica per la prevenzione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti vitivinicoli e per i controlli sul tabacco. In un secondo momento il campo d'azione si è spostato sui controlli volti a verificare il corretto utilizzo dei fondi erogati dalla UE in numerosi settori del comparto agroalimentare allo scopo di regolare il mercato agricolo europeo.
Il 9 maggio del 2001 è stato istituito presso l'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato il Nucleo Agro-alimentare e Forestale (N.A.F.)., a seguito della legge n. 49 del 9 marzo 2001 di conversione del decreto legge 11 gennaio 2001 n. 1 inerente l'emergenza causata dall'encefalopatia spongiforme bovina (B.S.E).
Successivamente l'attività di controllo è stata ampliata sino a coinvolgere numerosi settori quali: la zootecnia e le carni,i prodotti lattiero-caseari, l'olio d'oliva, il vino, lo zucchero, il tabacco, gli animali vivi, i prodotti di qualità certificata (D.O.P., I.G.T., agricoltura biologica), gli O.G.M., i pesticidi e i contaminanti in genere ed altri.
Il D.M. 1° dicembre 2005 in tema di "Disposizioni procedurali in applicazione del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297 riguardante le "Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari", prevede il Corpo forestale dello Stato quale Amministrazione abilitata ad effettuare i controlli in materia di tipicità alimentari protette.
L'attività operativa si svolge attraverso l'effettuazione di controlli presso le aziende ed in campo attraverso attività d'indagine mirate.
Il D.M. 28 aprile 2006 "Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia", nell'ambito della funzione di sicurezza in materia ambientale prevede che il Corpo forestale dello Stato, tra l'altro, concorra nelle attività volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza agroalimentare, con particolare riferimento ai cicli produttivi in pieno campo. Inoltre, lo stesso D.M. include il Corpo forestale dello Stato tra le Forze di polizia specializzate che operano nei comparti della sicurezza in materia di sanità, igiene ed alimenti, in cui concorre nelle attività volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare del consumatore e di biosicurezza in genere. Il decreto ministeriale prevede inoltre l'attivazione per il Corpo forestale dello Stato dello specifico comparto di sicurezza agroambientale. Questo decreto ha inserito il Corpo forestale dello Stato quale forza che contribuisce al sistema nazionale di sicurezza agroalimentare.
La legge 99/2009 all'art. 18 comma 2 prevede specificamente l'impiego, tra gli altri, del Corpo forestale dello Stato quale braccio operativo del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali nell'attività di controllo volta a tutelare la qualità delle produzioni agroalimentari attraverso la lotta alle frodi di settore.

I controlli e le indagini nel settore delle frodi alimentari sono effettuati da Organi dipendenti da diversi Dicasteri quali il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministero della Salute , il Ministero dell'Economia ed anche dalle Regioni, Province autonome e Comuni.
In particolare, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali svolge la propria azione in materia attraverso l'Ispettorato Centrale per il controllo della qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.), la Direzione generale sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore, la Direzione generale per la pesca marittima e l'acquacoltura, che si avvale delle Capitanerie di porto, il Corpo forestale dello Stato che si avvale della Divisione 2^ dell'Ispettorato generale e del Nucleo Agroalimentare e Forestale (N.A.F.) e attraverso il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari che si avvale del N.A.C. (Nucleo Antifrode Comunitarie).
Il Ministero della Salute concorre alla prevenzione e repressione dei reati nel settore agroalimentare, attraverso il Dipartimento degli alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, l'Istituto Superiore di Sanità, gli Uffici periferici di sanità marittima ed aerea ed uffici di confine terrestre, i Posti di ispezione frontaliera (P.I.F), gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (U.V.A.C.), il Comando Carabinieri per la Sanità che si avvale del Nucleo Anti Sofisticazioni (N.A.S).
Il Ministero dell'Economia e della Finanze esercita la sua azione di controllo attraverso l'Agenzia delle dogane e la Guardia di Finanza che opera con un apposito gruppo il Nucleo Speciale Repressione Frodi Comunitarie che ha competenza a mantenere i rapporti con l'Organismo comunitario (O.L.A.F.) deputato a coordinare l' azione di tutela degli interessi finanziari della Comunità.
Altri organi sono localizzati presso gli Enti territoriali quali le Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.), i Servizi di Igiene Pubblica,i Servizi Veterinari, Osservatori Fitosanitari Regionali,le strutture regionali incaricate di esercitare la vigilanza sugli organismi di controllo, Servizi di Repressione Frodi in materia vitivinicola,gli Ispettori Annonari,i Vigili Sanitari.
La AGEA e la AGECONTROL S.p.A. svolgono attività di controllo nel settore insieme ad alcune agenzie regionali quali Enti pagatori. In particolare la AGECONTROL è una Agenzia cofinanziata dalla Comunità Europea ed è incaricata della verifica della corretta applicazione delle norme comunitarie relative alla O.C.M. del settore oleario ed alla classificazione degli oli.
Il coordinamento operativo tra i vari Organi operanti sul territorio nazionale per le azioni nel settore dei controlli diretti alla tutela della qualità dei prodotti agroalimentari e della sicurezza alimentare è assicurato da un apposito Comitato tecnico previsto dal D.M. 13 febbraio 2003 n. 44, presieduto dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali o da un suo delegato.

Dall'esame dei dati relativi all'attività effettuata in materia di sicurezza agroalimentare ed agroambientale dal Corpo forestale dello Stato nell'anno 2009 si evidenzia, come rispetto all'anno 2008, è aumentato il numero dei controlli effettuati e la qualità delle operazioni che hanno consentito l'accertamento più in profondità degli illeciti nel settore.
Questi controlli hanno consentito di sviluppare diverse e complesse indagini. Sono state verificate le infrazioni riconducibili a comportamenti di natura colposa e le frodi intenzionali commesse al fine di realizzare illeciti profitti. L'uso di tecnologie sofisticate da parte degli autori dei reati ha permesso un'evoluzione degli stessi, da quelli tradizionali di minore impatto a quelli difficili da individuare e spesso con gravi effetti sulla sicurezza alimentare.Tra le Regioni che si sono maggiormente distinte per l'impegno e l'ottenimento di risultati significativi vanno segnalate la Calabria, la Campania, la Lombardia, le Marche, il Piemonte, la Toscana e il Veneto.
I settori in cui si è operato proficuamente e con grande incisività sono stati quelli oleario, lattiero-caseario, vitivinicolo-con particolare riferimento allo smaltimento dei sottoprodotti della vinificazione, sulla normativa relativa alla raccolta dei funghi (Calabria) e quello relativo ai prodotti di qualità certificata.
Rispetto all'anno 2008:

Da segnalare l'attività di controllo effettuata nell'anno 2009 a tutela dei prodotti di qualità certificata, fiore all'occhiello del "Made in Italy" alimentare, che proprio per la loro eccellenza ed il proporzionato costo possono invogliare i produttori ed i commercianti disonesti a tentare la frode, spacciando per certificati prodotti comuni. Complessivamente i controlli effettuati in tale importante settore sono stati 408.
Di particolare rilevanza l'organizzazione della campagne di controlli sul Parmigiano Reggiano e sul Prosciutto di Parma, organizzate dopo una scrupolosa preparazione del personale nella quale ci si è avvalsi anche della collaborazione di esperti dei disciplinari di produzione stilati dai Consorzi di Tutela di tali peculiari prodotti.
Per quanto riguarda il Parmigiano Reggiano i controlli sono stati mirati alla verifica del processo produttivo e della tracciabilità documentale: le verifiche hanno interessato complessivamente 23 laboratori di grattugia nelle province di Modena, Parma e Reggio-Emilia.
Per quanto riguarda il Prosciutto di Parma i controlli sono stati finalizzati ad accertare se suini di importazione fossero stati commercializzati con il marchio del consorzio: le verifiche hanno interessato 7 aziende agricole sede di altrettanti allevamenti suini.
Non di minore importanza l'attività di controllo effettuata in provincia di La Spezia sulla produzione di uno dei più rinomati vini italiani, il passito D.O.C. "Cinque Terre Sciacchetrà". Tale attività, finalizzata alla verifica del rispetto del complesso e articolato disciplinare di produzione, si è concretizzata nel controllo di 23 aziende.

IL 16 giugno 2010 è stata stipulata a Roma una convenzione per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata tra il Corpo forestale dello Stato, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
Scopo della convenzione è quello di attuare significative forme di collaborazione per rafforzare la cultura della legalità e mantenere elevata l'attenzione sui fenomeni di criminalità diffusa, contribuendo alla conoscenza di essi e della loro evoluzione e soprattutto proponendo, tramite la riutilizzazione per finalità sociali dei beni confiscati alla mafia, modelli alternativi di sviluppo. La convenzione contribuirà alla raccolta, elaborazione e scambio di dati relativi ai fenomeni di illegalità nei territori rurali e montani. Inoltre, verranno svolte attività di formazione comune e messi a punto strumenti e attività di sensibilizzazione circa il tema della legalità nelle scuole e università.
Hanno sottoscritto la convenzione il Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, il Direttore dell'"Agenzia nazionale" Prefetto Mario Morcone e il Presidente di "Libera" Don Luigi Ciotti.
Ad oggi i beni confiscati alle organizzazioni criminali e affidati al Corpo forestale dello Stato sono oltre venti.
In particolare sono stati avviati dei progetti in provincia di Crotone, dove sono presenti circa 60 beni immobili confiscati, tra cui centinaia di ettari di terreni con ottime caratteristiche agronomiche, impiegati in progetti di aziende agricole o di cooperative sociali che contribuiscono a valorizzare i prodotti agricoli, fortemente radicati nel territorio, che ad oggi rappresentano il più importante patrimonio dell'economia crotonese.
Sempre in Calabria, ad Ardore (RC), in località Notaro e a pochi chilometri dalla costa, circa dieci ettari di terreno sono stati inseriti in un progetto di tutela ambientale.
A Caserta invece il progetto "La mozzarella della legalità" propone di trasformare le terre di camorra nella sede di una fattoria sociale sperimentale dove vengono utilizzate tecnologie innovative secondo il metodo biologico per l'allevamento e per la produzione e conservazione dei prodotti.
Infine a Scurcola Marsicana, in provincia di L'Aquila, al posto di due fabbricati appartenuti alla Banda della Magliana, sorgerà un centro di educazione ambientale e di formazione sui temi della cittadinanza e della legalità.
Inoltre nei mesi estivi oltre 2.500 ragazzi saranno coinvolti in varie attività a supporto di quanti già operano nei diversi progetti della convenzione.
Attraverso questo protocollo, il Corpo forestale dello Stato in sinergia con gli altri Enti firmatari, metterà in atto una serie di azioni mirate a ridurre le cause dei fenomeni e finalizzate alla deterrenza delle azioni illegali e criminose commesse in danno all'ambiente e alle risorse del territorio agroforestale ed agroambientale nazionale.

Responsabile:
Pr. Dir. t. SFP
Giuseppe dr. VADALÀ
Telefono 06.4824765
Fax 06.46657117