


È dalla metà degli anni '80 che il Corpo forestale dello Stato organizza in provincia di Reggio Calabria, nel periodo primaverile, il servizio chiamato "Operazione Adorno", attuato per prevenire o reprimere il bracconaggio ai danni dell'avifauna migratrice in generale.
In particolare il Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus), localmente chiamato "adorno", totalmente innocuo perché insettivoro e quindi di notevole utilità anche per le colture agricole, è stato oggetto per molti anni di una indiscriminata eliminazione a causa di credenze popolari che legavano il suo abbattimento alla buona sorte per il "cacciatore".
Le pattuglie del Corpo forestale dello Stato, che presidiano e controllano il territorio (dall'Aspromonte al litorale costiero), non solo effettuano un'efficace attività di prevenzione e di repressione del fenomeno di abbattimento dei rapaci sullo Stretto, ma, attraverso il recupero di molti soggetti, indirettamente forniscono anche una possibilità a tutti quegli esemplari che, sia perché provati dalle fatiche di una traversata di migliaia di chilometri, sia perché ancora giovani e poco esperti, sia perché ostacolati da usanze barbare e deprecabili, con le proprie forze non riuscirebbero a raggiungere i siti di nidificazione.