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Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA)

Pettirosso in trappola

Il Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) è stato istituito con Decreto del Capo del Corpo nel dicembre 2005, anche se il Corpo forestale dello Stato svolge l'attività di contrasto agli illeciti venatori già dalla sua fondazione nel 1822.
Oggi l'attività antibracconaggio è disciplinata dalla Legge n. 157 dell'11 febbraio 1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) che affida al Corpo forestale dello Stato un ruolo di primo piano nella tutela degli animali selvatici sul territorio nazionale.

Il NOA ha il compito di organizzare e dirigere operazioni particolarmente impegnative per combattere il fenomeno del bracconaggio nelle zone maggiormente colpite, collaborando con le strutture periferiche.

L'organizzazione logistica delle operazioni prevede la composizione di Reparti Operativi costituiti da personale Forestale, in gran parte specializzato, proveniente sia dal Nucleo centrale sia dai Comandi periferici, in numero variabile a seconda delle esigenze che richiede la situazione.

Le operazioni per le quali la legge 157/92 stabilisce pene più severe sono:

 
 
  • l'abbattimento, la cattura o la detenzione di fauna particolarmente protetta con l'arresto da due ad otto mesi o l'ammenda da € 774,00 a € 2.065,00 con informativa di reato all'Autorità Giudiziaria e sequestro penale dei mezzi di caccia e della fauna illecitamente detenuta;
  • l'esercizio di caccia in periodo di divieto generale, con l'arresto da tre mesi ad un anno o l'ammenda da € 929,00 a € 2.582,00 con informativa di reato all'Autorità Giudiziaria e sequestro penale dei mezzi di caccia e della fauna illecitamente detenuta.

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