

Il Corpo forestale dello Stato trae le sue origini nelle "Regie patenti" di Carlo Felice di Savoia che il 15 ottobre del 1822 costituì l'Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi.
Con le "Regie patenti" del 15 dicembre 1833 il re Carlo Alberto diede nuovo impulso all'Amministrazione forestale piemontese e ne stabilì la riorganizzazione su base territoriale.
A partire dalla proclamazione del Regno d'Italia, nel 1861, fu avviato il processo di unificazione della legislazione in materia forestale vigente negli Stati pre-unitari.
Il 20 giugno 1877 fu stabilita la prima legge che individuava indirizzi unitari per regolare i tagli e le opere consentite sui terreni collinari e montanari e le prescrizioni cui i proprietari terrieri dovevano attenersi. Lo Stato iniziava a prendere coscienza della necessità di adottare misure adeguate per contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico.
Il 2 giugno 1910, con la legge n. 277, cosiddetta legge "Luzzatti" veniva riorganizzato il Corpo Reale delle Foreste e veniva dato impulso all'acquisto di boschi e terreni per la costituzione del demanio forestale. L'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali iniziava un lento e prezioso lavoro di preservazione di aree naturali di importante valenza ambientale.
Il 30 Dicembre 1923, viene emanato il R.D. n. 3267 che rappresenta il primo e vero strumento normativo di tutela del territorio rurale e montano, attraverso la previsione del vincolo idrogeologico, la regolamentazione dell'utilizzo dei boschi e dei pascoli, il controllo dei dissodamenti e dei movimenti dei terreni, l'apertura delle strade e delle costruzioni.
Nel 1926 viene soppresso il Corpo Reale delle Foreste e viene istituita la Milizia Nazionale Forestale che, durante il regime proseguirà l'opera di incremento del patrimonio boschivo, soprattutto con finalità a carattere produttivo. Negli anni '30 vengono creati i primi parchi nazionali e proseguono le opere idraulico forestali in numerose aree del paese.
Il 12 marzo del 1948, con il D. Lgs. n. 804, nasce il Corpo forestale dello Stato, naturale prosecuzione dell'Amministrazione forestale. Ad esso vennero affidati i compiti di salvaguardare il patrimonio boschivo nazionale, di proseguire l'opera di sistemazione dei versanti e di vigilare sulle buone pratiche selvicolturali.
Il 25 luglio del 1952, con la legge n. 991, "Legge della Montagna", venne avviata una politica organica di sviluppo delle zone montane, finalizzata a garantire migliori condizioni di vita attraverso la realizzazione di infrastrutture (strade, opifici, aziende agricole, sistemazione dei pascoli).

Negli anni '70, con le leggi n. 281 del 16 maggio 1970 e n. 382 del 22 luglio del 1975, vennero attribuite alle Regioni molte competenze del Corpo forestale dello Stato. E' a partire da quegli anni che lentamente viene meno l'aspetto tecnico ed inizia a prendere maggior peso l'attenzione nei confronti dei reati in materia ambientale. A partire dalla metà degli anni '70 il C.F.S. potenzia il sistema di lotta agli incendi boschivi, sperimentando, per la prima volta in Italia, l'impiego di aeromobili ad ala rotante nello spegnimento degli incendi.
Negli anni '80, l'Amministrazione è entrata a far parte del comparto sicurezza, divenendo una delle cinque Forze di Polizia. Ad essa viene attribuito, tra l'altro, il concorso nell'espletamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Con la costituzione del Ministero dell'Ambiente, gli agenti e gli ufficiali della Forestale vennero direttamente impegnati nella vigilanza e repressione delle violazioni compiute a danno dell'ambiente, impiegando il CFS per la tutela del patrimonio naturalistico nazionale.
Il 22 settembre 1988, il nuovo Codice di procedura penale ha conferito al personale del Corpo Forestale le qualifiche di Ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria.
Il 6 dicembre 1991 fu emanata la legge quadro n. 394 sulle aree protette, che attribuì al CFS la sorveglianza dei territorio nelle aree protette di importanza nazionale ed internazionale.
Il 24 febbraio 1992, la Legge n. 225, in tema di protezione civile, attribuì ulteriori compiti all'Amministrazione forestale, inserendo il Corpo come struttura operativa nazionale nell'ambito del Servizio di Protezione civile. Il sistema di lotta attiva agli incendi boschivi viene potenziato e il personale della Forestale viene impiegato in soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali.
Nel 2000 sono entrate in vigore importanti norme che hanno avuto rilevanza per il Corpo forestale dello Stato: la nuova legge quadro sugli incendi boschivi n. 353; la legge n. 365 che individua il Corpo forestale quale struttura che concorre al monitoraggio del territorio per la prevenzione del dissesto idrogeologico, e il decreto legislativo 258 in materia di controllo sulle acque. Con la legge n. 78 del 2000 e la n. 128 del 2001, viene rafforzato l'inquadramento del Corpo forestale dello Stato all'interno del comparto sicurezza e il riordino delle carriere dei funzionari dell'Amministrazione e del personale non direttivo e non dirigente del CFS.
Il 6 febbraio 2004, la legge n. 36, ha ribadito i compiti di polizia ambientale e forestale, nonché quelli di pubblica sicurezza e di protezione civile affidati al Corpo forestale dello Stato.