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FORESTALE: ANCONA, INCENDIARIO RECIDIVO FINISCE IN CARCERE GRAZIE A TECNICHE DI VIDEORIPRESA

Già lo scorso luglio erano state emesse misure cautelari a carico dell'uomo, ma nonostante tutto si è reso responsabile di altri roghi divampati alle porte del Parco del Conero

Comando Provinciale Ancona

 

Ancona, 14 settembre 2010 - È stato tratto in arresto dal Corpo forestale dello Stato l'incendiario già noto agli inquirenti perché ritenuto responsabile di ripetuti roghi appiccati quest'estate in diverse zone limitrofe al Parco Regionale del Conero.
Gli agenti del Comando Stazione Forestale di Ancona e del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del capoluogo marchigiano, già da luglio avevano concentrato le proprie indagini su T.A., 45enne anconetano, costretto poi su disposizione della magistratura all'obbligo di dimora nella propria città natale.
Successivamente, nonostante le misure cautelari, l'uomo era stato avvistato più volte, anche a detta di alcuni testimoni, nelle vicinanze delle zone colpite da incendi.
Ma la svolta decisiva nelle indagini si è avuta grazie agli interventi di Forestali in borghese muniti di auto "civetta" e, soprattutto, grazie all'utilizzo della strumentazione  fornita dal Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi (NIAB), come foto-trappole e videocamere,  che ha consentito un monitoraggio costante delle zone prese di mira dagli incendiari.
Proprio grazie agli elementi probatori raccolti e poi forniti alla Magistratura, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ancona, su richiesta del Pubblico Ministero, ha emesso a carico del pregiudicato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, prontamente eseguita dagli agenti del Corpo forestale dello Stato che lo hanno condotto presso la Casa Circondariale di Ancona a Monte Acuto.
Determinante per l'operazione della Forestale non solo l'utilizzo di particolari tecnologie ma anche la collaborazione degli stessi cittadini, un binomio che ha scongiurato più volte il propagarsi delle fiamme e il conseguente pericolo di gravi danni ambientali nel territorio vicino al Parco Regionale del Conero.

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