

I progetti del CNBFVR riguardano la tassonomia, la sistematica, l'ecologia e il monitoraggio degli invertebrati terrestri e conservazione dei loro habitat a livello nazionale ed internazionale.


le attività di lavoro sono finalizzate alla formulazione di Piani di Gestione e di monitoraggio di aree naturali protette, indirizzata prevalentemente sulla componente Invertebratologica e Vertebratologica e sulle problematiche complessive di genetica della conservazione connesse con la gestione di cinque SIC/ZPS di anno in anno individuati dal Comitato Scientifico coordinatore del Progetto come siti obiettivo; i cinque sono stati scelti tra un elenco di venti già individuati tra quelli sotto la gestione del Corpo Forestale dello Stato per i quali non sia ancora stata svolta un'attività di pianificazione e monitoraggio biologico ai fini della stessa Direttiva Habitat.
Il progetto, cominciato a marzo 2011, prevede la formulazione di Piani di Gestione per le seguenti cinque Riserve:
Toscana Orrido di Botri
Abruzzo Monte Velino
Campania Valle delle Ferriere
Basilicata Grotticelle
Basilicata Metaponto
Informazioni sul progetto: Gloria Antonini

Il progetto ha una durata di cinque anni (2010-2015) e prevede di confrontare l'efficacia di diverse opzioni di gestione forestale per la conservazione e l'aumento della biodiversità, con particolare riferimento alla fauna invertebrata di insetti. L'area di studio include 6 siti forestali, distribuiti in un transetto a partire dalle Alpi fino alla Calabria. In ciascun sito verranno monitorati plot a diversa gestione forestale per determinare differenze nella composizione specifica per alcuni gruppi target di insetti. Il progetto si pone diversi obiettivi fra cui la verifica degli effetti di diverse opzioni selvicolturali sulla ricchezza e composizione delle comunità di insetti, l' individuazione di un pattern di variazione di biodiversità in funzione delle diverse pratiche di gestione forestale, l' identificazione di specie associate a diversi tipi di gestione forestale e la conoscenza dei fattori che influenzano la diversità dei gruppi target al fine di fornire raccomandazioni pratiche sulla gestione e favorire l'aumento della biodiversità.
Informazioni sul progetto: Manuela D'Amen & Livia Zapponi.

Il progetto, gestito dal CNBFVR in collaborazione con INFC-Corpo Forestale dello Stato e con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin" (Sapienza Università di Roma), mira a sviluppare un metodo di facile impiego sul campo, che consenta di stimare il livello della biodiversità forestale ad invertebrati visitando i siti di raccolta una sola volta. Alla raccolta di pezzi di legno morto con caratteristiche standard in campo (metodo grab and go), seguono l'allevamento in laboratorio della fauna saproxilica (in particolare Coleoptera) presente nel legno e la determinazione del materiale entomologico. Il progetto si articola in 3 anni, di cui il primo (2011) mirato alla valutazione di fattibilità del metodo; il secondo (2012) volto all'applicazione dello stesso in aree campione presenti nell'Inventario Forestale Nazionale; il terzo (2013) finalizzato alla revisione critica dei risultati ottenuti, e alla pubblicazione del protocollo definitivo come manuale da affiancare ai protocolli di monitoraggio attualmente utilizzati per l'Inventario Forestale Nazionale. Sulla base dei risultati ottenuti, è inoltre prevista la stesura di articoli scientifici per riviste del settore.
Informazioni sul progetto: Giuseppe Lo Giudice & Anna Macagno.

EnvEurope è un progetto LIFE+, della durata di 4 anni (dal 2010 al 2013), che coinvolge 11 paesi europei: Italia, Austria, Bulgaria, Ungheria, Finlandia, Germania, Lituania, Polonia, Romania, Spagna, Svezia. Il progetto si propone di sviluppare un'architettura condivisa, a livello europeo, per il monitoraggio ambientale ad alta qualità e la standardizzazione nella scelta di parametri e bioindicatori in base all'esperienza maturata dalla rete di monitoraggio a lungo termine, denominata LTER.
Il CNBFVR è responsabile dell'Azione 4 - "Network Design" che prevede l'acquisizione dei dati risultanti da altre azioni del progetto, la loro analisi e l'ottimizzazione in una nuova rete di monitoraggio su scala europea concordata nella comunità scientifica di LTER Europe. La nuova rete si baserà su siti di monitoraggio e parametri rappresentativi sia da un punto di vista ambientale che socio-economico.
Informazioni sul progetto: Alessandro Campanaro.

Il progetto contempla lo studio dettagliato delle tecniche di monitoraggio di Invertebrati forestali elencati negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat sia su base bibliografica: elaborando accurate sintesi critiche e progettando applicazioni pratiche su SIC campione; sia su base sperimentale: elaborando metodi di monitoraggio originali e, possibilmente, non invasivi (trattandosi di specie protette). Più in dettaglio, il progetto prevede la caratterizzazione morfologica e molecolare di specie di Direttiva (sibling species o "morfospecie"), a volte estremamente simili a livello morfologico, tanto da differenziarsi, in alcuni casi, solo in base a pochi caratteri esoscheletrici. I risultati ottenuti si prevede potranno fornire, per ciascuna specie o morfospecie, un quadro tassonomico più chiaro e dettagliato, che consentirà di mettere a punto azioni più specifiche per la loro conservazione. Per ciascuna delle specie italiane di artropodi inserite negli allegati I e II della Direttiva Habitat, saranno realizzate schede includenti informazioni su: tassonomia, diagnosi della specie con il supporto di immagini, biologia, ecologia, fenologia, distribuzione geografica, fattori minaccianti e monitoraggio, con la proposta di un protocollo di monitoraggio specifico per ogni specie. Saranno inoltre realizzate delle chiavi interattive per la determinazione di tutti gli artropodi italiani in Direttiva Habitat.
Informazioni sul progetto: Pierfilippo Cerretti & Marco Trizzino.

Il progetto "Conservazione e gestione di Rete Natura2000 nel Parco Alto Garda Bresciano: interventi ambientali e azioni di sensibilizzazione per la tutela e la valorizzazione della biodiversità", finanziato dalla Fondazione Cariplo e dalla "Comunità Montana Parco Alto garda Bresciano", prevede, tra altro, azioni per contrastare le seguenti criticità ambientali: semplificazione e contrazione degli habitat prativi; interramento e disseccamento di piccoli biotopi umidi. Per rispondere alle emergenze individuate, sono previsti: il recupero di prati abbandonati, il mantenimento di radure e il ripristino di raccolte d'acqua. Nel progetto, il CNBFVR, in collaborazione con l'Università di Pavia, è responsabile per il monitoraggio delle azioni attraverso l'utilizzo di bioindicatori quali Lepidotteri diurni, Anfibi ed Odonati.
Informazioni sul progetto: Sönke Hardersen.

Il progetto è iniziato nel 2003-2004 con alcune indagini preliminari sull'entomofauna del demanio forestale di Marganai (provincia di Carbonia-Iglesias, Sardegna sud-occidentale), effettuate nell'ambito del progetto Conecofor-ICP Forests sul monitoraggio a lungo termine degli ecosistemi forestali. Alcuni risultati di notevole interesse scientifico, per esempio la scoperta di diverse specie nuove per la scienza, hanno portato nel 2006-2008 a un'intensificazione delle ricerche nei demani di Marganai e Montimannu (Medio Campidano) e in alcune aree limitrofe delle province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Oristano, con lo scopo di approfondire le conoscenze sull'artropodofauna di questi territori. Per la raccolta degli artropodi (principalmente Insetti, Aracnidi e Crostacei terrestri) sono stati utilizati sia metodi diretti (raccolta a vista o a sfalcio con retino entomologico, raccolta a mano, raccolta notturna al lume, vaglio) sia metodi indiretti (trappole a intercettazione quali Malaise e trappole a finestra, trappole a caduta, trappole a emergenza tipo Berlese). Nel 2006 le trappole a intercettazione sono state attivate da marzo a ottobre in tre località del Marganai (Colonia Beneck, Sa Duchessa e Valle Oridda) in modo da coprire l'intera stagione di attività degli insetti. I numerosi campioni raccolti sono stati smistati nei laboratori del CNBFVR di Bosco Fontana e Verona, e inviati agli specialisti di settore per l'identificazione delle specie. Alcuni risultati, di particolare rilevanza tassonomica, sono stati pubblicati a fine 2009 in una monografia sulla rivista Zootaxa. I restanti risultati delle ricerche, circa 50 contributi scientifici di stampo più strettamente faunistico e conservazionistico, saranno raccolti in una monografia della collana Conservazione Habitat Invertebrati la cui pubblicazione è prevista per il 2010.
Informazioni sul progetto: Gianluca Nardi.

Obiettivo fondamentale del progetto FutMon è la ristrutturazione ed il potenziamento delle Reti Europee di Monitoraggio delle Foreste, migliorandone la rappresentatività, l'efficacia e l'armonizzazione, attraverso l'integrazione e l'ottimizzazione delle Reti di Livello II, Livello I e gli Inventari Nazionali delle Foreste. L'Italia partecipa attraverso il Programma CONECOFOR. Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea come progetto Life+, con un co-finaziamento dal Corpo Forestale dello Stato. Il CNBFVR è l'ente gestore di un'area permanente di livello II (VEN2), ubicata all'interno della Riserva di Bosco Fontana, nella quale si svolgono svariate indagini tese a valutare lo stato di salute delle foreste . Si occupa inoltre delle indagini sullo stato di salute degli alberi nei siti di livello I che si trovano in provincia di Verona.
Per saperne di più sul progetto Futmon e sulla Rete CONECOFOR.
Informazioni sul progetto: Emma Minari.

Questo progetto di ricerca è nell'ambito della Convenzione tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) - Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale (CNBFVR), stipulata il 5/12/2008.
L'obiettivo principale del progetto è lo sviluppo di metodologie di monitoraggio standard dell'entomofauna saproxilica applicabili alle aree protette italiane con particolare riferimento ai siti Natura 2000. Tali metodologie saranno validate attraverso studi sul campo da svolgersi in alcune aree-pilota del territorio nazionale corrispondenti a diverse tipologie forestali, quali la Riserva Naturale Statale Bosco della Fontana, la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, il Parco Nazionale del Pollino e della Sila. Le specie target del progetto sono le specie di coleotteri saproxilici inserite negli allegati II e IV della Direttiva Habitat: Lucanus cervus (Lucanidae), Osmoderma eremita (Cetoniidae), Buprestis splendens (Buprestidae), Cucujus cinnaberinus (Cucujidae), Cerambyx cerdo (Cerambycidae), Morimus funereus (Cerambycidae), Rosalia alpina (Cerambycidae) e Stephanopachys substriatus (Bostrichidae).
Informazioni sul progetto: Alessandro Campanaro.

Il progetto si svolge grazie alla collaborazione tra CNBFVR (di Verona e di Peri) e Comune di Malo (VI). Obiettivi principali sono la realizzazione di uno studio entomologico mirato al confronto fra il popolamento della chioma (canopy) e quello del sottobosco e fornire una checklist delle specie presenti indicando eventuali emergenze faunistiche (specie in Direttive Habitat, nuove specie per la scienza, ecc.). Nel 2008 sono state effettuate raccolte di artropodi utilizzando trappole Malaise e, nei pressi di queste, è stato effettuato anche il rilievo forestale. Sul posto sono stati, inoltre, affissi dei poster didattici che illustrano i vari aspetti della ricerca in corso. Per il 2009 sono previsti lo smistamento e l'analisi del materiale raccolto e la realizzazione di una pubblicazione divulgativa sui vari aspetti, forestali ed entomologici, che caratterizzano il Bosco del Montecio. Il progetto è finanziato dal Corpo Forestale dello Stato e dal Comune di Malo.
Informazioni sul progetto: Marco Bardiani.

Bosco della Fontana è tra i boschi meglio conservati nella Pianura Padana. Le indagini preliminari, impiegando tecniche innovative, hanno confermato che le chiome degli alberi svolgono un ruolo importante per molti insetti. Per esempio, Triarthria setipennis (Fallén, 1810) (Diptera, Tachinidae) è stata trovata esclusivamente nelle chiome, mentre Libellula fulva (Müller, 1764) (Odonata, Libellulidae) usa esclusivamente le chiome degli alberi durante il periodo di maturazione.
Le chiome degli alberi costituiscono un habitat spesso prediletto ma poco noto, soprattutto a causa della loro difficile accessibilità e per tale motivo la fauna delle chiome di Bosco Fontana è pressoché sconosciuta. Si ipotizza che le comunità degli insetti che frequentano le chiome e quelle che vivono vicino al suolo siano in parte distinte. Per il progetto sono state esposte 14 trappole Malaise (trappole per la raccolta di insetti volatori) all'interno di una porzione di foresta uniforme dal punto di vista strutturale e vegetazionale. Sette trappole sono state appese nella chioma; le altre sette sono state montate nel sottobosco. L'utilizzo di trappole per tali indagini ha il grande vantaggio di permettere un campionamento standardizzato, continuo e statisticamente valido. In seguito saranno analizzate alcune famiglie di Ditteri Brachiceri (Asilidae, Sarcophagidae, Stratiomyidae, Syrphidae e Tachinidae) e alcuni altri gruppi (e.g. Coleoptera Lucanidae, Lepidoptera Ropalocera) ritenuti importanti per l'analisi della biodiversità forestale con lo scopo di verificare l'importanza della volta forestale per l'ecologia del bosco e di confermare l'ipotesi della diversa composizione delle comunità di chioma e sottobosco.
Il progetto è finanziato dal Corpo Forestale dello Stato.
Informazioni sul progetto: Pierfilippo Cerretti & Sönke Hardersen.

Studio avviato nel 2003-2004 con alcune indagini preliminari sull'entomofauna del demanio forestale di Marganai (provincia di Carbonia-Iglesias, Sardegna sud-occidentale), effettuate nell'ambito del progetto Conecofor-ICP Forests (monitoraggio a lungo termine degli ecosistemi forestali). Alcuni risultati di notevole interesse scientifico, tra cui la scoperta di diverse specie nuove per la scienza, hanno portato nel 2006-2008 a un'intensificazione delle ricerche nei demani di Marganai e Montimannu (Medio Campidano) e in alcune aree limitrofe delle province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Oristano, con lo scopo di approfondire le conoscenze sull'artropodofauna di questi territori. Per la raccolta degli artropodi (principalmente Insetti) sono stati utilizzati sia metodi diretti (raccolta a vista o a sfalcio con retino entomologico, caccia notturna al lume, vaglio) sia metodi indiretti (trappole a intercettazione quali Malaise e trappole a finestra, trappole a caduta, trappole a emergenza tipo Berlese). Nel 2006, anno di maggiore sforzo di campionamento, le trappole Malaise sono state attivate da marzo a ottobre in tre località del Marganai (Colonia Beneck, sa Duchessa e Valle Oridda) in modo da coprire l'intera stagione di attività degli insetti. I numerosi campioni raccolti sono stati smistati nei laboratori del CNBFVR di Bosco Fontana e Verona, e inviati agli specialisti di settore per l'identificazione delle specie. Alcuni risultati, di particolare rilevanza tassonomica, sono stati pubblicati a fine 2009 in una monografia sulla rivista Zootaxa . I restanti risultati delle ricerche, circa 50 contributi scientifici di stampo più strettamente faunistico e conservazionistico, saranno raccolti in una monografia della collana Conservazione Habitat Invertebrati la cui pubblicazione è prevista per il 2010.
Informazioni sul progetto: Pierfilippo Cerretti.

Le Riserve Naturali "Agoraie di Sopra e Moggetto" (Liguria, Genova) e "Guadine Pradaccio" (Emilia-Romagna, Parma), gestite dal UTB di Lucca, sono entrambe siti di "Rete Natura 2000". Nell'ambito di questo progetto, in ciascuna Riserva, sono stati sradicati impianti di abete rosso (Picea abies), specie arborea totalmente estranea alla vegetazione autoctona, simulando le dinamiche e gli effetti di una tempesta di vento. Il legno morto prodotto è stato lasciato sul posto per garantire un habitat idoneo agli organismi "saproxilici" (funghi, invertebrati, micromammiferi etc.). Il CNBFVR ha quindi realizzato, nelle due riserve, una ricerca sulla biodiversità degli Artropodi; in futuro, con condizioni di maggiore naturalità forestale, sarà possibile, reiterando lo studio, formulare una prima valutazione comparata dell'efficacia degli interventi. La ricerca, coordinata da personale del CNBFVR, è stata pubblicata sul numero monografico 2009. Bollettino dell'Associazione Romana di Entomologia, 64(1-4): 1-368, contente 18 contributi su diversi gruppi di Artropodi.
Per saperne di più sul progetto LIFE di "Rete Natura 2000".
Informazioni sul progetto: Gianluca Nardi.

Gli obiettivi del progetto sono la conservazione degli habitat prativi e forestali, permettere l'insediamento e la frequentazione di Lynx lynx, Ursus arctos, Aquila chrysaetos, Gypaetus barbatus, Bubo bubo, Falco peregrinus e Circaetus gallicus, la protezione delle stazioni della specie prioritaria Saxifraga tombeanensis, ed in particolare tutelare i piccoli biotopi umidi e le specie ad essi legate. Un' indagine preliminare sulle pozze di abbeveraggio e sulle piccole aree umide, svolto dalla ERSAF, è servito come base per i rilievi biologici affidati al CNBFVR. Basandosi sui risultati di queste ricerche (fattori chiave per la presenza di una biodiversità alta e per la presenza di specie minacciate) è stato pianificato il ripristino di vecchie pozze interrate e la manutenzione di pozze già esistenti. Il compito del CNBFVR era il monitoraggio delle pozze per misurare gli effetti degli interventi. Sono stati scelti i seguenti gruppi come bioindicatori della biodiversità faunistica: Anfibi, Odonati e Coleotteri acquatici. Per caratterizzare il contesto ambientale in cui sono inseriti i biotopi umidi sono stati scelti come indicatori i Lepidotteri diurni.

L'obiettivo principale del progetto è quello di raccogliere dati sull'entomofauna con lo scopo di integrare il piano di gestione della Riserva, prestando particolare attenzione alle specie elencate in Direttiva Habitat (92/43/CEE) o gruppi tassonomici legati al legno morto (utili bioindicatori della qualità ecologica delle foreste). Per raggiungere l'obbiettivo sono state installate all'interno del territorio della Riserva 14 trappole a finestra (attive per il periodo compreso tra il 16 giugno e il 3 novembre 2009) utili soprattutto per la cattura dei coleotteri. Per indagare la fauna a ditteri, libellule e farfalle sono state compiute delle uscite mirate sul campo, utilizzando il metodo della cattura a vista. Alla fine è stata stesa una lista faunistica utilizzata per sviluppare indicazioni utili alla realizzazione del piano di gestione. Il progetto è stato finanziato dal Comune di Carbonara di Po (MN).
Informazioni sul progetto: Sönke Hardersen.

L'obiettivo principale del progetto BioSoil-biodiversity è stato quello di raccogliere dati su base scientifica e con metodologie comuni a tutti i Paesi, per sostenere le politiche nazionali ed internazionali per la conservazione delle foreste e per la tutela della biodiversità, in particolare attraverso il monitoraggio di indicatori ecologici di biodiversità. Al termine dell'attuazione del progetto è stata ottenuta, alla fine del 2007, una fotografia dettagliata e realistica dello stato della biodiversità di tutte le foreste europee, che potrà fornire una base solida per la costruzione della futura rete di monitoraggio della biodiversità su larga scala, come richiesto dalle decisioni del Consiglio dell'Unione Europea e dalle Conferenze attuative della Convenzione UN sulla Diversità Biologica. Le ricerche sono state svolte sull'esistente Rete sistematica di Livello I che in Italia è rappresentata da circa 260 punti distribuiti su tutto il territorio forestale nazionale. Il progetto BioSoil si è concentrato sullo studio e il monitoraggio di due parametri fondamentali: Le caratteristiche dei suoli (parte soil); La biodiversità (parte biodiversity). Gli indicatori utilizzati per lo studio della biodiversità sono:
struttura verticale ed orizzontale (distribuzione dei diametri e delle specie arboree, grado di chiusura della volta, stratificazione, ecc.); legno morto (tipologia, abbondanza, ecc.); vegetazione (specie vascolari). Il progetto è stato finanziato dal Corpo Forestale dello Stato.

Progetto Life-Natura LIFE04NAT/IT/000190: Tutela dei siti Natura 2000 gestiti dal Corpo Forestale dello Stato. Guadine Pradaccio-Agoraie di Sopra e Moggetto. Il CNBFVR collabora con l'UTB di Lucca per realizzare le azioni previste dal progetto LIFE04NAT/IT/000190 nelle Riserve di "Guadine Pradaccio" (PR) e "Agoraie di Sopra e Moggetto" (GE). Dopo aver effettuato consulenza tecnica, teorica e pratica, sui metodi di sradicamento delle specie arboree aliene, nel 2008 il Centro ha realizzato monitoraggi per valutare il popolamento entomologico nelle 2 Riserve ed evidenziare eventuali emergenze faunistiche (specie in Direttive Habitat, nuove specie per la scienza, ecc.).
Per saperne di più sul progetto LIFE di "Rete Natura 2000"
Il progetto è finanziato dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Comunità Europea.

Il progetto aveva lo scopo di monitorare l'evoluzione dell'entomofauna terrestre durante lo sviluppo del bosco naturaliforme di Carpaneta attraverso metodi standardizzati di campionamento e utilizzando come bioindicatori i Coleotteri Carabidae. Per quanto concerne la dinamica forestale sono stati considerati descrittori della struttura forestale e misurate le necromasse legnose all'interno di un'area di saggio tracciata secondo la metodologia di Koop.
Il progetto è finanziato dall' ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste).

Progetto di monitoraggio sistematico dell'artropodofauna presente nella Riserva Naturale Integrale "Lastoni Selva-Pezzi" sita sul versante gardesano del Monte Baldo (VR). Il progetto, commissionato dall'Azienda Regionale "Veneto Agricoltura", ha previsto la collocazione nell'area indagata di trappole "Malaise", trappole "window" e trappole a caduta distribuite in stazioni caratterizzate da una diversa frequenza di faggio, abete bianco e abete rosso. Il materiale raccolto è stato smistato dal personale UTB del CFS di Belluno (trappole aeree) e di Bosco della Fontana - Verona (trappole a caduta, L. Spada).
Il progetto è finanziato dal Corpo Forestale dello Stato e dall'Azienda Regionale Veneto Agricoltura.
Informazioni sul progetto: Laura Spada.

Scopo del progetto era ottenere informazioni sul comportamento delle libellule durante la maturazione che segue lo sfarfallamento. Sono state utilizzate micro-antenne che hanno permesso di seguire gli spostamenti degli adulti con il sistema "harmonic radar". Le antenne sono state applicate su due specie di Odonati presenti a Bosco della Fontana con popolazioni numericamente consistenti: Libellula fulva e Aeshna mixta. Nel 2005 sono state affinate le tecniche per la raccolta di libellule neo-sfarfallate e di applicazione delle micro-antenne sull'addome. Nel 2006 le antenne sono state applicate su adulti neo-sfarfallati di entrambe le specie sopramenzionate.
Il progetto è stato finanziato dal Corpo Forestale dello Stato.

Questo studio si inserisce come progetto pilota nell'ambito del progetto europeo "ForestBIOTA" (ForestBIOTA, 2004) che ha testato l'efficacia operativa di metodi di rilievo di diversi indicatori scelti per descrivere e analizzare la biodiversità delle cenosi forestali.
Il progetto è stato finanziato dalla Comunità Europea e dal Corpo Forestale dello Stato.

Gli invertebrati non fanno parte degli attributi monitorati da CONECOFOR e tra il 2003 e il 2006 il Centro Nazionale per lo Studio della Biodiversità Forestale di Verona - Bosco della Fontana ha completato uno studio pilota sugli invertebrati in 12 plot CONECOFOR di livello II. Il principale scopo del progetto, denominato InvertebrateBiodiv, è stato quello di testare un protocollo (esportabile eventualmente anche in altri paesi europei) per il monitoraggio di alcuni gruppi di invertebrati.
Il progetto è stato finanziato dalla Comunità Europea e dal Corpo Forestale dello Stato

Il principale obiettivo di questo progetto è stato quello di promuovere una gestione della foresta funzionale alla conservazione della fauna saproxilica.
Per raggiungere questo scopo le specie forestali alloctone (platano e quercia rossa), fortemente invasive e presenti nella Riserva, sono state "trattate" con diverse tecniche per ricreare gli habitat del legno morto imitando le dinamiche naturali.
Sono stati così prodotti alberi morti in piedi, alberi sradicati completamente o parzialmente e alberi cavi al loro interno.
Gli effetti di queste azioni (che proseguiranno per 10 anni fino alla completa eliminazione delle specie aliene) sono periodicamente monitorati dagli esperti del CNBFVR.
Il progetto è stato finanziato dalla Comunità Europea e dal Corpo Forestale dello Stato.
Il Centro offre la possibilità di svolgere tesi di laurea di I e II livello e tirocini sia agli studenti universitari che agli studenti della scuola secondaria di secondo grado.
I tirocini sono modulati sui progetti in corso presso il Centro, nello specifico prevedono l'affiancamento del personale tecnico nelle attività di laboratorio di smistamento e preparazione di insetti e nelle attività di monitoraggio faunistico e forestale in atto nella Riserva Naturale di Bosco della Fontana.
Per quanto riguarda le tesi, vengono ideati specifici progetti che sono inerenti alle azioni di ricerca che il CNBFVR svolge su tutto il territorio nazionale. Sono inoltre previsti protocolli d'intesa con la Sapienza Università di Roma (Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo) e con l'Università degli Studi di Firenze (Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali) per lo svolgimento di tesi di dottorato.
E' disponibile l'elenco delle tesi svolte all'interno della Riserva di Bosco Fontana o in collaborazione con il CNBFVR.
Poltronieri I. 2010. "Analisi della comunità di Ropaloceri nelle strade forestali di Bosco Fontana ". Laurea specialistica in Scienze della Natura. Università degli studi di Padova.
Toni I. 2009. "Monitoraggio di Lucanus cervus (Coleoptera: Lucanidae) nella Riserva Naturale di Bosco della Fontana attraverso l'utilizzo dei resti di predazione". Laurea triennale in Biologia Ecologica. Università degli studi di Parma.
Giugliano L. 2009. "Gli Odonati degli stagni retrodunali: confronto tra adulti, larve ed esuvie". Laurea specialistica in Conservazione e Gestione della Natura. Università degli Studi di Firenze.
D'Annibale A., 2008. "Monitoraggio della Fauna saproxilica: metodi di campionamento". Laurea triennale in Scienze Ambientali. Università; di Roma "La Sapienza".
Spada L., 2008. "Artropodi geofili della Riserva Naturale Integrale "Lastoni-Selva Pezzi" (monte Baldo)". Laurea in Scienze Naturali. Università degli studi di Padova.
Cerretti P., 2006. Sistematica, tassonomia e biogeografia dei Tachinidi ovest-paleartici (Diptera, Tachinidae) - con chiave interattiva dei generi e data-base faunistico. Scuola di Dottorato in Biologia Animale. Università degli studi "La Sapienza" di Roma.
Corezzola S., 2005. "Studio sull'evoluzione di un bosco ripariale: analisi biologiche ed ecologiche preliminari". Laurea specialistica in Scienze della Natura. Università degli studi di Padova.
Di Marca Freilich D., 2004. "I Siti di importanza comunitaria: il percorso storico culturale di una importante forma di tutela del territorio". Corso di Dottorato di Ricerca in "Geografia e valorizzazione del Paesaggio come Patrimonio storico-culturale e come rilevante sfera d'interesse nell'Etica contemporanea. Università degli Studi della Tuscia.
Whitmore D., 2004. Distribuzione spaziale delle cenosi a tachinidi (Diptera: Tachinidae) nel Bosco della Fontana (Mantova). Laurea in Scienze Naturali. Università degli studi "La Sapienza" di Roma.
Barbetta E., 2003. "Il topo selvatico nel bosco della Fontana (Mantova)". Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali.Università; degli studi di Padova.
Tosoni, E., 2003. "Rete Natura 2000": dalle norne in materia di tutela alla realizzazione della rete". Laurea in Scienze Agrarie. Università degli studi di Padova.
Donini F.,2002. "Meccanizzazione degli interventi di recupero degli habitat forestali nella riserva naturale orientata biogenetica Bosco della Fontana". Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali. Università degli studi di Padova.
Rukalski J. P.,2002. "Coleotteri scolitidi xileborini in querce del Bosco della Fontana". Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali. Università degli studi di Padova.
Mondoni M., 2000. "Antonio Maria Viani: il percorso di un artista nella sua maturità creativa (1592-1630)". Laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Università degli studi di Parma.
Biffi F., 1998. "I funghi di Bosco della Fontana (MN)". Laurea in Farmacia. Università degli studi di Parma.
Zamparelli G., 1996. "Valore ricreativo della riserva naturale del Bosco della Fontana (MN)". Laurea in Scienze Forestali. Università degli studi di Parma.
Bernardoni A., 1993. "Ecologia della rinnovazione di Farnia nel Bosco della Fontana (MN)". Laurea in Scienze Forestali. Università degli studi di Firenze.
Bocchi M., 1992. "La flora officinale di Bosco della Fontana (MN)" Laurea in Farmacia. Università degli studi di Parma.
Bandieri R., 1991. "Indagini sulla pioggia pollinica attuale nel Bosco della Fontana (MN)" Laurea in Scienze Agrarie. Università degli studi di Bologna.
Bonisoli M.C., 1985. "La Riserva Naturale Orientata "Bosco della Fontana" (MN)". Laurea in Scienze Naturali. Università degli studi di Padova.
Falavigna A., 1983. "Le umbrellifere tra le specie medicinali di Bosco della Fontana (MN)". Laurea in Farmacia. Università degli studi di Milano.
Barini R., 1978. "Il Bosco della Fontana (Mantova) e le sue variazioni