


Lo stabilimento di Peri è stato inizialmente progettato per produrre sementi di conifere da destinare al rimboschimento della montagna. Venne istituito verso la fine degli anni Sessanta sui terreni demaniali, in provincia di Verona in località Peri, dove da decenni operava un vivaio pubblico che venne pertanto convertito ed edificato un centro all'avanguardia, dotato di tutte le tecnologie più moderne. Dagli anni Settanta ad oggi l'attività di produzione delle sementi forestali si spostò gradualmente sui ripopolamenti in pianura, adattandosi alle nuove esigenze ambientali.
Oggi il Centro di Peri è specializzato, infatti, nella produzione di sementi di latifoglie planiziali e non più solo di quelle alpine. La nuova realtà produttiva contempla inoltre la selezione di specie presenti in natura in quantità esigue, con scarsa resa in seme e non più la produzione di lotti in quantità industriali di poche specie.
Nel 2001, con il riconoscimento dello stabilimento come Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale (CNBF), è stato allestito un laboratorio per la biologia molecolare finalizzato allo studio della genetica delle popolazioni forestali della Pianura Padana. Gli ambiti di interesse e le tematiche oggetto di studio presso questo centro sono afferenti alla comprensione e alla valutazione della diversità genetica di specie forestali.
Nel 2005 il Laboratorio Analisi Sementi Forestali ha ottenuto l'accreditamento presso l'ISTA (International Seed Testing Association). Presso il CNBF si effettuano dunque certificazioni di analisi sementi secondo le norme ISTA.
Il CNBF di Peri fa parte inoltre del Gruppo di Lavoro Interregionale sulla vivaistica forestale (BIOFORV) costituito con lo scopo di promuovere azioni comuni e coordinate tra i diversi Enti interessati allo sviluppo delle attività vivaistiche in campo forestale.

Gli ambiti di interesse e le tematiche oggetto di studio sono afferenti alla comprensione e alla valutazione della diversità genetica di specie forestali. Il lavoro di indagine conoscitiva è rivolta primariamente a specie planiziali arboree, di rilevante interesse conservazionistico, legati ad ecosistemi fortemente minacciati.
Tenendo presente tale obiettivo, nelle ricerche condotte dal laboratorio di biologia molecolare sono indagati tre diversi fattori
Il primo fattore, a cui si è dato particolare enfasi, interessa gli aspetti filogeografici delle specie oggetto di studio.
In particolare, il ripopolamento post glaciale (circa 12000 anni fa) costituisce il filo conduttore delle differenze genetiche oggi osservabili nei boschi per cui la ricostruzione del pattern di formazione di un'odierna popolazione naturale consente di individuare aree con una rilevante peculiarità genetica (zone rifugio durante il periodo glaciale, aree con uno spiccato grado di variabilità genetica, ecc). L'identificazione e la conservazione di tali popolamenti è quindi un passo fondamentale nello studio della biodiversità intraspecifica.
Atri progetti, attualmente in corso, sono volti allo studio della biologia riproduttiva di popolazioni di specie di angiosperme e gimnosperme.
Le ricerche in esame hanno come obiettivo la delucidazione dei meccanismi e dei processi che regolano la distribuzione della biodiversità nelle formazioni boschive naturali. I risultati emersi hanno consentito di pianificare strategie di approvvigionamento del materiale di propagazione che tengano conto anche di come il livello di diversità genetica è distribuito nel bosco e che quindi vanno oltre ad una semplice valutazione della diversità genetica complessiva. Si intende inoltre chiarire se i dati ottenibili in tal senso possono essere utili nell'estrapolazione di un modello di raccolta del seme adattabile anche a formazioni forestali con una diversa struttura oppure se alcuni tipi di formazione boschiva manifestino peculiarità tali per cui di renda necessaria l'elaborazioni di piani di tutela ad hoc.
Infine il terzo aspetto preso in considerazione nelle ricerche è relativo allo studio ed alla diffusione di specie alloctone introdotte in ambienti naturali.
Lo scopo di queste ricerche è quello di monitorare come un flusso genetico alieno possa influire sulla dinamica di popolazioni boschive naturali. Sarà possibile ottenere delle linee guida in merito alle strategie di conservazione di particolari ambienti naturali, sottoposti precedentemente a piani di gestione forestali non sempre oculati.

L'attività del laboratorio riguarda l'analisi dell'umidità, purezza, peso e germinabilità del seme.
Le prime analisi risalgono al 1977 e riguardavano specie strettamente forestali, soprattutto conifere (Abies, Pinus, Larix).
Attorno al 1994 è iniziata l'analisi con la tecnica dei Sali al tetrazolo, in quanto l'attività produttiva era cambiata rispetto ai primi tempi e molte specie in analisi, arbustive ed arboree, erano soggette al fenomeno della dormienza.
Sempre dal 1994 si è cominciato a inserire sistematicamente in un quaderno tutte le informazioni necessarie per le prove sulle specie analizzate, poiché le norme ufficiali non prevedevano alcun protocollo di analisi per la maggior parte dei semi trattati. Da novembre 2003 si è cominciato a strutturare il sistema qualità del laboratorio, con la stesura di istruzioni, procedure e "quaderno di lavoro".
Nel 2005 si è ottenuto l'accreditamento del laboratorio presso l'ISTA (International Seed Testing Association), un'associazione che si occupa della standardizzazione dei metodi analitici dei laboratori specializzati in analisi sementi, diventando l'unico laboratorio accreditato in ambito forestale a livello nazionale.
Contenuto di umidità
Mediante una termobilancia viene determinato il contenuto in acqua del seme; questo parametro è importante in quanto permette di stabilire qual è l'umidità ottimale per la conservazione dei semi dopo la selezione meccanica.
Purezza
L'analisi della purezza consiste nel determinare la composizione percentuale in peso di un campione che deve essere analizzato nelle sue tre componenti principali:
- Seme puro: il seme che si dichiara nel cartellino che accompagna il campione.
- Altri semi: semi di specie differenti dal seme puro.
- Materiale inerte : tutto ciò che non è seme (terra, legno, frutti...).
Peso di mille semi
Si conta il numero di semi in una quantità di seme pesata e si calcola proporzionalmente il peso di 1000 semi. Questo parametro qualitativo è importante ai fini vivaistici per la valutazione di quanti semi ci sono in un Kg e quindi potenzialmente quante piantine si verrebbero a produrre utilizzando quel lotto.
Germinabilità
Per germinabilita' di un seme si intende lo sviluppo di un germinello ad uno stadio in cui l'aspetto delle sue strutture essenziali indica se il germinello stesso sarà in grado di svilupparsi in una normale plantula in condizioni favorevoli nel suolo.
Lo scopo del test della germinabilità è determinare il massimo potenziale germinativo di un lotto di seme, in condizioni standard di temperatura, luce e umidità su un substrato (carta, sabbia, terreno) in modo da poter rendere confrontabili risultati di test condotti su differenti lotti di seme.
Test ai sali di tetrazolo
Per ovviare al problema della dormienza, che richiede test di germinabilità molto lunghi (fino anche a sei mesi) si applica il test di vitalità con la tecnica dei Sali di Tetrazolo. Questo test permette di valutare in modo rapido la vitalità di un campione di seme, anche se non vi è una diretta corrispondenza tra seme vivo e seme che germina. L'analisi si basa sulla differente colorazione dei tessuti all'interno del seme immerso in una soluzione colorante contenente un sale: i tessuti dei semi vitali si colorano di rosso, i semi non vitali non si colorano.