

La guerra era finita da quattro anni e il Corpo forestale dello Stato, come tutta la Nazione, era impegnato faticosamente a risollevarsi dalle macerie del conflitto. Le
enormi difficoltà attraversate dal Paese in quegli anni, ebbero dei riflessi notevoli nell'organizzazione e nello svolgimento del servizio operativo sul territorio.
Così, a partire dal 1949 si diede inizio ad un piano di recupero dei mezzi danneggiati, già appartenuti alla Milizia Nazionale Forestale, il cui numero doveva essere integrato mediante la requisizione di prede belliche e tramite le donazioni e dismissioni da parte dell'esercito e degli alleati.
Il parco automezzi così formato, frutto in larga parte della emergenza, si presentava molto eterogeneo e mirato a garantire la sopravvivenza operativa.
I mezzi allora in uso, oggi, farebbero la gioia dei musei dell'auto: le Fiat 508 Balilla, 518 Ardita e 500 Topolino, la Bianchi S9 e le Lancia Augusta e Ardea, cui si aggiungono i mezzi donati dagli alleati come le Jeep Willys. Tra i motocicli l'Ariel 350 e 500, la DKW 350, la NSU 250 e Benelli 500 tutti derivati da requisizioni o donazioni degli alleati a questi si aggiungono le moto della disciolta MNF come le Moto Guzzi 500, Alce e Astore.
Negli anni Cinquanta e Sessanta il rinnovo del parco automezzi, che ora si basa solo sugli acquisti, diventa mirato all'utilizzo di mezzi più idonei all'attività del Corpo. Così a fianco delle Fiat 500 C e 1100 nelle varie versioni A, B, C ed E e il nuovo modello 1100/103 (662 unità in totale per tutti i modelli) degli anni Cinquanta, si passerà all'utilizzo delle Fiat 600 e 850. A questi mezzi verranno affiancate le moto Gilera 175 e 202, Moto Guzzi 500 Falcone (33 unità), Airone 250 (52 unità) e principalmente le Moto Guzzi Stornello 125 e 160 (300 unità). Con il tempo queste ultime moto saranno sostituite con le Moto Guzzi Lodola 235 (1050 unità), che costituiranno per diversi anni la spina dorsale del parco moto.
Fino agli anni Settanta saranno le motociclette i mezzi principali in uso nei Comandi stazione progressivamente sostituite dai fuoristrada del tipo Fiat Campagnola, dalla Fiat 600 Jungla (184 unità), dalla nuova Fiat Campagnola (947 unità) e dalla Fiat Panda 4x4, che con 1069 unità per il primo tipo e 321 per la "nuova" Panda 4x4, costituirà il mezzo più numeroso, di sempre, presente del parco automezzi del Corpo forestale.
Negli anni Ottanta, con l'entrata del Corpo nel comparto sicurezza, viene attribuito all'Amministrazione, tra l'altro, il concorso nell'espletamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica e poi, con la costituzione del Ministero dell'Ambiente, gli agenti e gli ufficiali della Forestale iniziano ad essere direttamente impegnati nella vigilanza e repressione delle violazioni compiute a danno dell'ambiente e del patrimonio naturalistico.
Da qui nasce la necessità di mezzi operativi più idonei per il controllo del territorio e per fronteggiare l'emergenza degli incendi boschivi. I Fiat Iveco 40.10 nelle due versioni "gippone" e autobotte (113 unità) costituiranno il primo nucleo della serie di automezzi specifici adatti alle necessità sopra accennate e a questi si aggiungeranno, in seguito, i Mercedes Unimog nei vari allestimenti (33 unità).
Negli anni Novanta la Land Rover Defender nelle versioni 90 e 110 (1117 unità) sostituirà, nei Comandi stazione, le ormai obsolete Fiat Campagnola.
In questi ultimi anni constatata la necessità di avere dei mezzi con le caratteristiche di velocità su strada asfaltata e agilità e potenza sul fuoristrada si è acquisito una serie auto SUV (Sport Utility Vehicle) di nuova generazione adatte nello specifico alle attività del Corpo. Le Nissan Terrano (151 unità), e i Subaru Forester (91 unità) rispondono appieno a queste necessità polifunzionali.
A questi mezzi si aggiungeranno nel 2006 il Nissan Pathfinder, il Nissan X-Trail e la Volvo XC70.
Per le varie specialità operative saranno poi acquistati una serie di automezzi specifici: per il trasporto dei cavalli del Reparto a cavallo, i Fiat Iveco 50 per il trasporto cani delle unità cinofile, i Mitsubishi L 200 e per il laboratorio mobile per le indagini scientifiche sull'ambiente, il Fiat Ducato con allestimento specifico.
Nel 2007, per il servizio di sorveglianza nei parchi urbani, sono ritornate a fianco dei forestali, in via sperimentale, le moto, nel caso specifico sono le Ducati Multistrada e per la sorveglianza e il controllo in zone ove si ha l'esigenza di avere a disposizione un mezzo veloce, potente e agile e non ingombrante le più sofisticate moto a quattro ruote Quad Polaris.